Jannuzzi: Sì allo stadio della AS Roma, ma prima ci sono da risolvere i problemi del XII municipio
“Sì allo stadio della AS Roma a Tor di Valle, ma iniziamo ad intervenire sul territorio (il XII municipio), altrimenti la data di consegna dell’impianto (prevista da parte dello stesso club giallorosso per gennaio 2017) rischia di rivelarsi una chimera. Le questioni da risolvere sono tre: la presenza del depuratore ACEA (serve tutta Roma Sud), che deve essere, da troppo tempo, “tombato”; la “mobilità” (Tor di Valle si trova praticamente a ridosso di via Ostiense). Un problema da non sottovalutare, perché già oggi, in condizioni normali questo nodo viario non riesce a sostenere il normale afflusso di automobili. Immaginate l’impatto che avrà un impianto di queste dimensioni quando, nelle due ore che precedono la gara e nell’ora successiva al match più di 50mila spettatori cercheranno di entrare o di uscire da questo quadrante. Il terzo ed ultimo problema è l’ansa del Tevere, visto che Tor di Valle è potenzialmente interessato da questioni idrogeologiche (anni fa quest’area è stata anche a rischio esondazione). E’ sicuramente un patrimonio da tutelare, ma, contestualmente, deve essere messo in sicurezza. Se non verranno prima risolti questi tre problemi trovo molto difficile che si possa parlare concretamente del nuovo stadio per Roma Capitale”.
Interessante intervento di Renata Jannuzzi, politica romana con le elezioni comunali (26-27 maggio) nel “mirino” (secondo quanto risulta a Sporteconomy.it), che ha scelto di iniziare la comunicazione della campagna (per quanto al momento in via ufficiosa) scegliendo come tema il progetto dello stadio della AS Roma. Un progetto presentato in pompa magna lo scorso 19 dicembre a Trigoria e ad Orlando (in Florida/Usa) e di cui, dopo gli annunci trionfalistici del sindaco Gianni Alemanno, non si è saputo più nulla. Renata Jannuzzi, conferma la possibilità di costruzione nell’area di Tor di Valle, ma, correttamente, fa prima una disamina tecnica delle problematiche da risolvere sul territorio, “conditio sine qua non” per iniziare a costruire l’impianto.

