Il convegno della Lega pro a Roma
Mario Macalli, Presidente Lega Pro
“Chiedo alla Federcalcio delle norme per far smettere a determinate persone di inquinare il nostro mondo. Non le voglio più vedere, bisogna fare la massima pulizia a fine campionato, la moneta cattiva va scacciata per mantenere quella buona. Queste persone rovinano l’immagine di una Lega che ha comunque almeno 60 presidenti su 77 che sono dei virtuosi e possono definirsi dei benefattori. Abbiamo esigenze completamente diverse dai soli stadi nuovi e comodi. Non vogliamo stadi fatiscenti e per questo è necessario che all’interno della legge ci siano anche le piccole società, non solo le grandissime”.
“Il Governo ha intrapreso una strada, quella dell’apprendistato, che è l’unica che può aprire le porte al lavoro giovanile: anche il mondo del calcio deve rinnovarsi e dare la possibilità ai giovani di avere dei primi contratti, che non sono saranno quelli di tutta la vita”.
Petrucci, Presidente CONI
Sull’etica – “Il rinnovamento dello sport italiano è sacrosanto, ma questo discorso vale non solo per il calcio, che ha bisogno di riforme, bensì per tutto il paese. Adesso l’attenzione è sul mondo del pallone che ha certamente i suoi problemi, come ad esempio quello delle scommesse, ma li affronta”. “Il Coni ha varato un codice etico per evitare che i presidenti possano continuare a svolgere incarichi da consiglieri federali o di Lega. Detto questo, è giusto, invece, che continuino a rappresentare le loro società”.
Sugli stadi: “Siamo tutti in attesa che si facciano gli impianti di proprietà, ma intanto bisogna studiare cosa fare fino ad allora. Oggi gli stadi sono questi e bisogna capire cosa fare per non pagare pegno”.
Sulla candidatura alle Olimpiadi: “C’è ancora gente che mi incontra e mi dice che il Governo non ci ha fatto andare alle Olimpiadi. Bene, ci tengo a dire che la firma serviva solo la partenza di una candidatura che ci poteva anche portare anche alle Olimpiadi. Una cosa è certa: abbiamo ricompattato il parlamento, il giorno prima erano tutti favorevoli, poi si sono compattati. Allora bene ha fatto il Governo a non darcele. Ne prendiamo atto, ma nelle prossime settimane lo sport italiano presenterà quello che fa per il paese”.
Abete, Presidente FIGC
Sulla Governance – “Il mondo del calcio è cambiato anche nella sua struttura. Quando entrai nel mondo del calcio c’erano tre componenti e rappresentavano realtà e mondi diversi e articolati. Oggi siamo di fatto in sette in consiglio federale. È evidente che questo determina la necessità di governance non assemblearistiche. Lo sforzo che va fatto e che faremò è quello di riaprire un tavolo di ottimizzazione della governance. Se si riuscirà a risolvere la questione in sede assembleare proseguiremo in questa direzione, altrimenti chiederemo al Coni se è necessario avere il 93% del corpo assembleare per queste modifiche”.
Sul Fair Play – “Il sistema dei controlli può essere ottimizzato nel nostro paese. La Uefa sta introducendo il Fair play finanziario, dove non sarà facile intervenire dal punto di vista sanzionatorio, noi siamo avanti in questo tipo di discorso. Nel momento in cui si determina la mancanza della possibilità di ricapitalizzazioni si va ad impattare anche su norme Ue. In ogni campo quando c’e necessità in una azienda si richiede una ricapitalizzazione”.
Sulla Lega Serie A – “Se viene garantita una gestione ordinaria la Lega ha la titolarità che non può essere bypassata dalla Federcalcio. Il commissario ad acta subentra per rendere esecutiva una operazione che non viene fatta. Il Commissario ad acta non modifica le norme base. Il problema attiene ai sistemi di governance”.
Sugli Stadi – “C’è impegno da parte del Ministro Gnudi per un iter legislativo che possa auspicabilmente concludersi entro giugno. C’è un rinnovato impegno che sta a dimostrare l’attenzione del Governo, dopo la mancata firma sulle garanzie per le Olimpiadi. Il disegno di legge sugli stadi non determina dei costi per la comunità, ma determina delle opportunità perchè mette in moto un volano di investimenti”.
Maurizio Beretta, Presidente Lega Serie A
Sulle Scommesse – “Servono regole strette, chirurgiche, bisogna individuare bene le responsabilità, senza fare di tutta un’erba un fascio – ha spiegato Beretta -, il calcioscommesse è un attacco alla Lega stessa che deve salvaguardare il valore assoluto del fenomeno calcio, noi siamo la parte lesa e per questo chiediamo la certezza delle responsabilità individuali”.
“La responsabilità oggettiva in taluni casi è servita, ma in altri danneggia le Società, già penalizzate dal comportamento di qualche tesserato. Penso si possa lavorare su questo tema in maniera costruttiva per colpire i responsabili”.
Sulla Legge 91 – “Ci vuole un forte ripensamento della legge 91, a quel tempo non c’erano i telefonini e se guardiamo al nostro mondo non c’erano le tv a pagamento. L’accordo collettivo della Serie A dimostra che innovare è possibile. La riscrittura di questa legge ci può dare l’innovamento che serve. C’è la necessità di un forte balzo in avanti, che sia premessa e convinzione di adeguarsi ai tempi e alle regole del gioco. Un ritrovato accordo delle leghe nella federazione può essere un meccanismo che rafforza la federazione e assicura la spinta da parte di soggetti che condividono responsabilità di investimenti”.
“Abbiamo bisogno di una legislazione snella, non serve un modello rigido, mentre servono declinazioni elastiche e flessibili. Si deve prendere atto che il grande calcio della Serie A e non solo è un unicum nel panorama sportivo e nel tessuto sociale del paese”.
Sulla Serie A a 18 squadre – “È giusto discutere di una riduzione a 18 squadre della serie A, ma questo è un percorso che non è iniziato. Va approfondito all’interno della Lega, ma la competenza spetta poi al consiglio federale”.
Sul campionato in corso – “I risultati sono sotto gli occhi di tutti, 9,5 milioni di persone fruiscono del fenomeno calcio in televisione. Poi, nonostante stadi obsoleti, ci sono 250 mila persone che ci vanno ad ogni turno. Credo sia un risultato straordinario, che dimostra la bontà delle nostre scelte, una su tutte l’anticipo delle 12,30. Turni in notturna in inverno? Qualche aggiustamento si può sempre fare, ma è vero anche che qualche stagione inclemente può capitare”.
Si è tenuto a Roma il convegno organizzato dalla Lega Pro “Un contributo per nuove strategie di gestione delle società di calcio della Lega Pro”. Queste le principali dichiarazioni rilasciate dai Presidenti presenti al convegno:

