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FIGC: a convalidare il gol ci pensa Occhio di Falco

Un futuro che comincerà il 7 giugno all’Olimpico con la finale di Coppa Italia. La partita avrà due arbitri. Uno in carne e ossa in campo e l’altro tecnologico che deciderà nei casi dubbi di “gol non gol”.

Una scelta sensata, spiegata con estrema precisione  dal direttore FIGC Michele Uva, e che costerà 300 mila euro a regime (circa 100 mila euro di ammortamento annuo – tra costi tecnologici e manutenzione). Il costo è legato allo spazio da coprire da “Occhio di falco”, così è stato chiamato l’arbitro tecnologico. Perché il direttore degli Internazionali di Tennis, Diego Nepi Molineris ha rivelato che sui campi sintetici (sulla terra rossa  decide il segno) “Occhio di falco” costa solo 10 mila euro. Fin qui, tutto in ordine.

Poi, però, s’è parlato di sponsor del momento del giudizio: gol o no? E, ancora, di una camera di regia tecnologica. A quel punto è stato sacrosanto l’intervento del capo degli arbitri, Marcello Nicchi, nel rivendicare il “fattore umano, quei suoi 35 mila arbitri che si assumono la responsabilità di fischiare o meno. Ci

fanno pure arrabbiare, ma vivaddio fanno parte del gioco, sono uomini per dirigere altri uomini che corrono in campo. Per fare di una partita uno spettacolo di gioco e di carne e non di tv, droni e quant’altro. Anche Carlo Longhi commentatore televisivo dei suoi colleghi col fischietto a riportato il calcio sul pianeta degli uomini.

E “Occhio di falco” decida suk gol non gol, ma per il resto il suo è un nome da capo Cheyenne e nient’altro. Dei presidenti delle Leghe del calcio c’è solo Andrea Abodi (presidente Lega serie B). “Sempre disponibili a sperimentare come migliorare il calcio. Questa è un compito della nostra Lega”. Abodi è un innovatore, ma, pure lui, fa capire non esageriamo con la tecnologia. Come dargli torto. Sicuramente il numero uno del campionato di seconda divisione ha fatto notare, correttamente, che la tecnologia è sempre un metro avanti e bisogna cercare di andarle incontro, mai di aspettarla. Proprio per trasformarla in una opportunità per l’intero mercato del calcio. 

(“Tempi Supplementari” – di Gianni Bondini)  L’Università del Foro Italico per una mattinata si è data al calcio. Il fischio d’inizio l’ha dato il rettore Fabio Pigozzi assieme al presidente della FIGC, Carlo Tavecchio. Tema della sfida “Il calcio nel futuro – La Goal line technology”. 

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Marcel Vulpis

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