Enrico Mentana spara a zero sulle istituzioni politiche e difende la memoria dell’ispettore Raciti

Quindi, ricapitoliamo: dopo una vera e propria sparatoria fuori dallo stadio, la finale di Coppa Italia si è giocata solo dopo che le autorità di sicurezza sono andate a chiedere l’ok – sotto gli occhi di sessantamila persone – a tale Genny ‘a carogna, capo degli ultras del Napoli, che indossava una maglietta con la scritta “Speziale libero”. Speziale è l’ultras del Catania che uccise l’agente di polizia Raciti alcuni anni fa allo stadio Cibali. Lo dovrebbe ricordare molto bene l’ex procuratore di Palermo e ex superprocuratore antimafia Pietro Grasso, presidente del senato che stasera era allo stadio, a rappresentare insieme al premier Renzi uno Stato mai così platealmente umiliato, davanti a molti milioni di persone. E del resto, dopo aver chiesto il permesso ai capi tifosi di giocare la partita, le nostre autorità hanno potuto assistere allo spettacolo dell’inno di Mameli fischiato ininterrottamente da mezzo stadio. La Coppa l’ha vinta con merito il Napoli. Su chi ha perso stasera purtroppo non ci sono dubbi.

Enrico Mentana, volto noto del giornalismo televisivo (direttore del tg de LA7), è intervenuto questa mattina sulla pagina personale di Facebook, dove ha stigmatizzato, senza peli sulla lingua, il comportamento delle istituzioni politiche incapaci di fronteggiare il problema delle frange violente degli Ultras nel nostro paese . Da leggere!

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Marcel Vulpis

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