Editoriale – Primarie PD: la vittoria di Renzi può far accelerare la legge sugli stadi


Tre candidati per la “poltrona” di segretario del partito. Parliamo di Primarie PD (si vota solo oggi dalle 8 alle 20 in tutta Italia) e dei candidati Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Filippo Civati. Renzi è il “rottamatore”, può solo vincere, ma bisognerà vedere con quale percentuale di distacco sul secondo (presumibilmente Gianni Cuperlo) e se riuscirà almeno a superare il 50% dei consensi; in fondo sul gradino più basso l’outsider Filippo Civati, che, in questi ultimi giorni si è distinto per una comunicazione virale fuori dalle righe e dalle regole (pungente al punto giusto e rivolta soprattutto all’elettorato giovane). Se i due contendenti principali dovessero un giorno frantumarsi, post Primarie, è pronto a prendere le redini del partito. E’ giovane, non ha “padri nobili”, ed è dei tre quello più vicino ai dettami della “sinistra”. 

Renzi è il nuovo che avanza, e sul suo carro, più o meno, sono saliti tutti i gruppi più importanti del partito (forse più per moda che per convinzione), Cuperlo è la continuità. Parla bene, è un intellettuale, ma ha la presenza ingombrante del “tutor” Massimo D’Alema, dietro le spalle (se dovesse vincere molti dicono che sarebbe una vittoria “monca”). 
Civati è il nuovo, appunto l’outsider, il vincente che non ti aspetti. Sarà interessante, a fine giornata, contarne i voti e valutarne il peso, soprattutto in visione prospettica. Dei tre l’unico che ha una proiezione sul tema dello sport è Renzi. Il suo “braccio destro”, l’on. Dario Nardella (ex vice sindaco di Firenze) ha lottato proprio in questi giorni per salvare il suo disegno di legge, molto rigoroso ed etico (non prevede infatti la clausola residenziale nel caso di progetti di nuovi impianti). Ci è riuscito e la vittoria stasera di Renzi può servire ad accelerare il testo di legge del deputato toscano. Sarebbe una bella notizia per il mondo dello sport e perchè no anche dell’etica. Sempre che il governo Letta non cada prima della primavera, come molti addetti ai lavori prevedono. E in questo caso tutto da rifare, con buona pace anche degli speculatori edilizi, che non vedono di buon occhio la politica rigorosa, in tema di impiantistica sportiva di Renzi&Nardella. Attenti a quei due, verrebbe da dire. Ma come Sporteconomy ci permettiamo di dire: attenti anche agli “speculatori”, perchè costruire uno stadio non è sinonimo di abuso edilizio. In bocca al lupo a tutti e tre e vinca il migliore!
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Marcel Vulpis

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