Crisi Finanziaria – Casini : un governo di “salute pubblica” , ma a chi serve?
Non si vedono molti spazi per un governo di "salute pubblica", come lo intede Casini. E poi perchè mai dovrebbe essere accettato dal PdL e dalla Lega? I numeri in parlamento esistono e soprattutto la speculazione finanziaria colpisce l’Italia non perchè al governo ci sia Berlusconi, ma perchè tutto il sistema è sotto attacco.
Pensa forse Casini che con l’Udc al governo e forse anche il PD la speculazione si tirerebbe indietro? e per quale motivo ci chiediamo. Qui viene messa sotto accusa la debolezza degli stati aderenti all’EURO che non sono stati in grado , per colpa della Germania, di difendere da subito e con azioni concrete e immediate la moneta unica. Sarebbe successo con un governo di centro sinistra o di centro destar appoggiato dall’UDC. E’ una situazione profondamente diversa da quella del 1994, che forse il leader centrista vuole ricordare.
In quella occasione l’Italia fu messa in discussione e non il resto d’Europa. Questa volta al contrario l’Italia ed i suoi conti vengono promossi sia dalle agenzie di rating che dalla stampa estera (cosa assolutamente nuova), mentre è l’Europa per la sua incapacità di decidere che viene questa volta messa sotto accusa.
Non crediamo che il progetto di Casini possa avere seguito. Certamente il tentativo di riavvicinamento di Berlusconi al leader centrista dopo la crisi con Fini, proseguirà nelle prossime settimane e intenderà ricreare un’armonia tra PdL e UDC che si è persa dall’ultima campagna elettorale delle politiche del 2008. L’obiettivo di Berlusconi è quello allargare il consenso anche in vista di possibili nuove elezioni politiche se la maggioranza non dovesse tenere a causa dello sfilacciamento della frangia dei "finiani".
Ma l’ipotesi governo di "salute pubblica" non trova conforto nelle sue motivazioni e soprattutto non verrebbe mai capito dall’elettorato che vuole ormai avere chiaro chi prende le decisioni per poi "promuoverlo" o "bocciarlo" alla tornata elettorale successiva.
Casini si metta la coscienza in pace.
Tornare indietro di 15 anni per poter dire che nessuno ha sbagliato e che tutti hanno avuto ragione? L’idea del presidente dell’Udc, Pierferdinando Casini sembra proprio andare nella direzione cui eravamo abituati ai tempi di Dc e Psi, un sistema però chiaramente picconato dagli elettori.

