“Clash in Italy”: per la città di Torino un indotto stimato a 5 milioni di euro.
(di Davide Pollastri) – A quasi quarant’anni dal primo house show in Italia, andato in scena il 24 ottobre 1987 al PalaTrussardi di Milano, Torino ha ospitato, per la prima volta nel nostro Paese, un Premium Live Event WWE. Oltre 15 mila spettatori hanno assistito allo show all’Inalpi Arena, trasmesso negli Stati Uniti da ESPN e nel resto del mondo da Netflix. In attesa dei dati ufficiali, biglietteria e spesa sul territorio suggeriscono un impatto economico significativo.
Per qualcuno è una vera e propria passione, per altri non è nemmeno uno sport ma un Circus. Comunque lo si voglia considerare, il wrestling è ancora, come diceva Dan Peterson negli anni Ottanta, «il delirio americano più seguito in Italia».
Il primo Premium Live Event della WWE mai organizzato nel nostro Paese, andato in scena il 31 maggio all’Inalpi Arena di Torino, ha richiamato oltre 15 mila spettatori in una struttura sold out per l’occasione. Un risultato significativo non soltanto dal punto di vista sportivo e mediatico, ma anche sotto il profilo economico, ulteriormente rafforzato dalla scelta della WWE di prolungare la propria presenza nel capoluogo piemontese con la registrazione del successivo episodio di Raw, previsto per il 1° giugno nella stessa arena.
In attesa di eventuali dati ufficiali da parte degli organizzatori e delle istituzioni locali, è possibile avanzare alcune stime ragionate sull’impatto generato dall’evento. I prezzi dei biglietti partivano da 92 euro per le ultime file e arrivavano, secondo le testimonianze raccolte tra gli spettatori presenti all’arena, fino a oltre 1.000 euro per le posizioni più esclusive a bordo ring. Tuttavia, limitarsi alla biglietteria rischia di fornire un quadro incompleto. Chi scrive era presente all’evento e ha potuto osservare direttamente come il flusso di spesa si sia esteso ben oltre il costo del tagliando d’ingresso.
Già diverse ore prima dell’apertura dei cancelli, migliaia di appassionati affollavano l’area circostante l’Inalpi Arena. I punti vendita dedicati a merchandising, cibo e bevande hanno registrato un’affluenza costante per tutto il pomeriggio. Una replica ufficiale della cintura del WWE Championship veniva proposta a 40 euro, una t-shirt ufficiale a 45 euro, una birra poteva raggiungere gli 8 euro, mentre uno spritz era venduto a circa 6 euro, un panino non costava meno di 5 euro e una semplice bottiglietta d’acqua non scendeva sotto i 2 euro.
L’impressione è stata quella di un pubblico disposto a spendere. Le code davanti ai punti ristoro e agli stand ufficiali sono proseguite per gran parte della giornata, contribuendo a generare un indotto che ha coinvolto non soltanto l’arena, ma anche hotel, ristoranti, bar e servizi di trasporto cittadini.
Se anche soltanto il 60% degli oltre 15 mila spettatori fosse arrivato da fuori Torino e avesse sostenuto una spesa media compresa tra 100 e 200 euro tra pernottamenti, pasti, trasporti e acquisti, l’impatto diretto sull’economia locale potrebbe collocarsi tra 900 mila e 1,8 milioni di euro. Una cifra che potrebbe persino rivelarsi prudenziale considerando che la presenza della WWE in città si è protratta per due giorni consecutivi. Sommando questa cifra agli introiti derivanti dalla biglietteria, una stima prudente suggerisce un impatto economico complessivo compreso tra 3 e 5 milioni di euro.
A rafforzare il valore dell’evento contribuisce poi la sua dimensione internazionale. “Clash in Italy” è stato trasmesso in streaming in numerosi Paesi e ha portato Torino davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo. Un ritorno d’immagine difficilmente quantificabile, ma che rappresenta una componente importante del valore complessivo generato dalla manifestazione.
La presenza a bordo ring di numerosi ospiti e personaggi noti, tra cui il centrocampista della Nazionale italiana Sandro Tonali, ha ulteriormente contribuito alla visibilità dell’evento.
La giornata non è però stata priva di qualche momento di tensione. Nei momenti precedenti all’apertura dei cancelli si sono registrati alcuni malumori tra gli spettatori in attesa di entrare nell’impianto, causati dal ritardo nell’accesso all’arena. La situazione è comunque rientrata rapidamente senza particolari conseguenze.
I RISULTATI DELLA SERATA
Sul piano sportivo, la card ha proposto cinque incontri. Nel match d’apertura, “The American Nightmare” Cody Rhodes ha conservato il WWE Championship schienando “The Ring General” Gunther dopo 11 minuti e 35 secondi. Successivamente la “Mami” Rhea Ripley ha difeso con successo il WWE Women’s Championship contro Jade Cargill al termine di un incontro durato 17 minuti.
Nel terzo match, uno dei più attesi dal pubblico, Brock Lesnar, accompagnato da Paul Heyman, ha sconfitto Oba Femi in 6 minuti e 21 secondi. Nel penultimo incontro Sol Ruca ha conquistato il WWE Women’s Intercontinental Championship battendo Becky Lynch in 14 minuti e 2 secondi.
Nel main event Roman Reigns ha mantenuto il World Heavyweight Championship superando “Il Licantropo Samoano” Jacob Fatu in uno spettacolare Tribal Combat durato 29 minuti e 12 secondi.

