Serie A - Serie B

Calcio – Sporteconomy (Vulpis) su IlSussidiario.net – si parla di Kakà

CALCIOMERCATO MILAN,
MARCEL VULPIS PARLA DELL’OPERAZIONE KAKA’ (ESCLUSIVA) –
 Il Milan ha esordito in campionato con
una sconfitta casalinga: 0-1 contro la Sampdoria. La squadra che si è
presentata alla prima di serie A ha evidenziato i limiti temuti: poca fantasia,
poca corsa senza palla, giocatori quasi timorosi senza più i senatori e i leader
emotivi. Allegri nel post partita ha parlato di rinforzi da acquistare in
accordo con la società: uno di questi, come noto, è Kakà, il figliol prodigo
che tornerebbe a Milanello dopo tre stagioni in chiaroscuro al Real Madrid. Il
brasiliano non rientra più nei piani di José Mourinho, che è pronto a lasciarlo
partire. Il Milan sta trattando, ma l’operazione è complicata: i rossoneri
chiedono il prestito, le Merengues invece voglio la cessione a titolo
definitivo. Un punto di contatto ancora non si trova, pur se Kakà tornerebbe
anche a piedi a San Siro e sarebbe anche disposto a ridursi l’ingaggio. Qual è
il problema? Economico, ma non tra i due cub: le regole della fiscalità
spagnola, infatti, farebbero sì che un eventuale ritorno di Kakà dopo il prestito
farebbe schizzare alle stelle il prezzo dello stipendio che il Real Madrid gli
dovrebbe riconoscere. Ci siamo fatti spiegare nel dettaglio il problema da
Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy. Ecco le sue parole, nell’intervista
esclusiva rilasciata a Ilsussidiario.net.

Kakà al Milan: il
prestito non si può fare. Perchè?

Sostanzialmente, è
cambiata la fiscalità in Spagna. Si sono equiparati anche loro alla fiscalità
degli altri Paesi, arrivando al 43% dal 23-24 che era.

Questo cosa comporta?

Intanto, faccio una
precisazione: la fiscalità non è più un aspetto decisivo nello spostamento dei
giocatore dall’Italia alla Spagna, o in Inghilterra. C’è stata
un’armonizzazione tra tutti i Paesi. Tre anni fa la Gazzetta dello Sport fece
una ricerca che parlava delle differenze tra la fiscalità italiana e quella
spagnola; oggi, è tutto abbastanza armonizzata. 

Allora quali sono i
problemi legati all’arrivo di Kakà?

Per la fiscalità che è
cambiata, il Real Madrid non può cedere in prestito il calciatore; così
facendo, le Merengues si ritroverebbero a pagare, un anno dopo, un’aliquota
quasi doppia rispetto a quella dell’attuale 24% sullo stipendio del calciatore.
Naturalmente, sarebbe un aumento troppo elevato dei costi.

Quindi, non ci sono
proprio possibilità?

Penso che l’unica
soluzione possa essere il prestito gratuito con obbligo di riscatto, con
pagamento dilazionato in più anni; un’operazione simile a quella compiuta con
Ibrahimovic. Naturalmente, la condito sine qua non è che Kakà sia disposto a
decurtarsi l’ingaggio. 

E’ un’operazione
fattibile?

 

 

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Io penso una cosa: se
Kakà davvero va al Milan, non ci sono molte possibilità che torni al Real
Madrid. Quindi, il Real Madrid si toglierebbe uno stipendio importante, però
ovviamente non vuole che gli torni in faccia questo “boomerang
fiscale”.

Personalmente, pensa che
alla fine Kakà tornerà al Milan?

Beh, di certo Galliani è
sempre stato un manager che con determinati calciatori ha avuto un rapporto che
andava oltre quello del manager. A certi calciatori, lui ha voluto bene. Il
caso di Kakà è emblematico, in questo senso.

Ovvero?

Quando Kakà arrivo al
Milan, era un oggetto misterioso: si scherzava sul suo nome, ci si chiedeva chi
fosse… e poi è esploso. E’ un po’ come Dodò oggi: se esplode, Sabatini sarà
considerato un genio, non dovesse farlo si parlerà in ben altro modo. Kakà,
quindi, fu una grande scommessa, oltre a generare una plusvalenza quando fu
venduto.

Quindi, anche lei pensa
che fu venduto per ragioni economiche…

Assolutamente, lui non
voleva andare al Real Madrid. Stava bene al Milan, ma fu una cessione dovuta ad
esigenze di bilancio. Galliani andò oltre il rapporto interpersonale, perchè
era inevitabile farlo: bisognava tornare con il bilancio entro certi parametri.

Adesso cos’è cambiato?

Oggi c’è un’idea di
marketing: Kakà colpisce il cuore dei tifosi, ma poi bisogna vedere se davvero
Kakà fa la fine di Shevhcenko; ormai, questi sono calciatori che non riescono a
fare più di 4/5 stagioni consecutive ad altissimi livelli. Ci sono pochissimi
casi: Messi, Cristiano Ronaldo, e stop. Dopo, diventano magari bravissimi
giocatori, che però non saltano più l’uomo…

Kakà è uno di questi?

Io me lo ricordo Kakà che
partiva in progressione da sinistra: oggi, non è più quel tipo di giocatore
perchè ha avuto diversi acciacchi. Quindi c’è da chiedersi: vale la pena,
effettivamente, andarlo a riprendere? Però, se il Milan dovesse avere la
certezza che il giocatore è tornato integro, why not?

 

(Claudio Franceschini)

In una intervista di Claudio Franceschini su IlSussidiario.net il pensiero del direttore di Sporteconomy, Marcel Vulpis sul tema dell’affare Kakà al Milan. 

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Marcel Vulpis

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