Calcio – Serie A, B e Lega Pro: sprofondo rosso
Calcio in rosso. Ricavi in calo, debiti in salita e in tre anni perdite record.
È questo che emerge dall’inchiesta pubblicata sull’edizione di mercoledì su «Il Sole 24 ore». Tra il 2007 e il 2010 il «rosso» nella gestione dei 132 club professionistici di A, B e Lega Pro viaggia verso il miliardo.
Nonostante un fatturato di 2,5 miliardi l’anno, i costi sono saliti a 2,8 miliardi, soprattutto per via degli ingaggi dei calciatori, che nella massima serie pesano ancora per 1,5 miliardi.
E se la serie A viaggia da un paio di stagioni con costi superiori ai ricavi per 170-180 milioni, le serie minori se la passano anche peggio.
I bilanci in profondo rosso – come evidenziato dal Reportcalcio 2011» realizzato da Arel, Pwc e dal centro studi della Figc (diretto da Michele Uva) rivelano uno stato di crisi che, senza investimenti strutturali, rischia di retrocedere definitivamente il calcio professionistico tricolore, a vantaggio di Premier, Bundesliga e Liga spagnola.
Difficile rilanciare i ricavi in assenza di stadi di proprietà, mentre gli ingaggi dei calciatori pesano per 1,5 miliardi. Riguardo ai diritti televisivi gli introiti della contrattazione collettiva, al netto dell’attuale disputa sui bacini d’utenza, valgono un miliardo all’anno. Solo il 10% però deriva dalla vendita all’estero. La Premier League guadagna 1,2 miliardi.
Ma un terzo di queste risorse è ottenuta grazie alla vendita dei diritti esteri. La Spagna incassa 570 milioni, ma il 60% vanno al Real e al Barcellona. Il costo del lavoro in serie A è il più alto fra le top league europee.
Ingaggi dei giocatori e ammortamenti assorbono il 72% del fatturato (al netto delle plusvalenze da calciomercato).
Questa percentuale scende al 70% nella Ligue 1 francese, al 62% nella liga spagnola e nella Premier e al 52% nella Bundesiliga tedesca, il campionato più virtuoso in termini economici. Dagli altri c’è sempre da imparare.
(Rass.Stampa – Il Tirreno) I Ricavi
sono in calo, debiti in salita, in tre anni (2007-2010) un buco da un
miliardo. A
pesare sui bilanci delle società sono gli
ingaggi.

