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Al CONI conclusi i lavori della 4a edizione del “Forum Osservatorio Valore Sport”.

Si è conclusa oggi la quarta edizione del Forum Osservatorio Valore Sport, evento organizzato da TEHA (The European House – Ambrosetti) presso il Salone d’onore del CONI (Palazzo H) a Roma dove sono state presentate e discusse le principali evidenze del quarto Rapporto dell’iniziativa.
Un appuntamento che, anno dopo anno, si afferma come il principale punto di riferimento per il confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder del settore sportivo, con l’obiettivo di rilanciare la cultura del movimento e valorizzare il ruolo dello sport per il benessere della popolazione e lo sviluppo economico del Paese.
Insieme a TEHA i partner dell’iniziativa sono: CIP, CONI, Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Sport e Salute, Amadori, Confartigianato Imprese, Decathlon, FitActive, Intesa SanPaolo Assicurazioni e Protezione, Matrix Fitness Italia e TeamSystem.
Luciano Buonfiglio, Presidente CONI
L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di un parterre di relatori (38 in totale) di alto profilo istituzionale, tra cui Luciano Buonfiglio, Presidente CONI, Giovanni Malagò, Presidente Fondazione Milano-Cortina 2026, Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute,  Antonella Baldino, Amministratore Delegato di Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Silvia Marrara, Capo Ufficio X – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato, Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, e tanti altri.
Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute
Hanno inoltre partecipato atleti medagliati olimpici ed ex-atleti di altissimo livello, tra cui gli ori olimpici a Milano-Cortina Elisa Confortola e Luca Spechenhauser, il bronzo Riccardo Lorello, l’oro olimpico a Tokyo 2021 Federica Cesarini, oltre agli ex-campionissimi Javier Zanetti e Gigi Datome.
Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA Group
IL RECORD OLIMPICO COME TRAINO PER RILANCIARE LO SPORT PER TUTTI
L’evento dell’Osservatorio non poteva non partire con una celebrazione del grande successo dei Giochi Olimpici invernali Milano – Cortina 2026, con il record storico per l’Italia nelle Olimpiadi invernali (30 medaglie, podi in 10 competizioni diverse, 3° posto per numero di medaglie e 4° nel medagliere), in attesa delle imminenti Paralimpiadi.
Durante i Giochi Olimpici di Milano–Cortina 2026, l’esposizione social/web del Paese è cresciuta: nelle settimane olimpiche, la parola “Italia” o “Italy” è stata oggetto di 1,9 milioni di menzioni in conversazioni social e online, in crescita di 1,7 volte lo stesso periodo delle stesse settimane del 2025. Tale crescita è esponenzialmente superiore per i territori coinvolti nelle competizioni, dal x13 volte di menzioni della parola Milano fino a x43 di Cortina e x74 di Livigno, con un sentiment positivo generale in aumento.
Com’è stato ribadito durante le due giornate di evento, le vittorie olimpiche stanno offrendo al Paese non soltanto emozioni straordinarie, ma una dimostrazione concreta di eccellenza, disciplina e talento dei nostri atleti e del nostro movimento sportivo agonistico. Ora questa energia deve diventare la premessa per affiancare al consolidamento dell’eccellenza della nostra élite sportiva un investimento strutturale sullo sport come pratica diffusa, quotidiana e accessibile.

QUASI 5 MILIONI DI INATTIVI IN MENO IN UN DECENNIO, ma LO SPORT NON è ANCORA ACCESSIBILE PER TUTTI
Negli ultimi dieci anni l’Italia ha registrato un miglioramento significativo nella diffusione dell’attività fisica: la quota di popolazione totalmente sedentaria è scesa dal 40% del 2015 al 33% nel 2024, per un totale di 4,7 milioni di persone inattive in meno.
Tuttavia, il progresso non è ancora omogeneo e persistono forti divari territoriali e socio-demografici. Il Mezzogiorno, i piccoli comuni, le persone con basso titolo di studio, le donne e gli over-65 presentano livelli di inattività significativamente superiori alla media nazionale.
Parallelamente, pur in miglioramento, la dotazione infrastrutturale (oltre 78.000 impianti sportivi attivi, +5,3% rispetto al 2020) e la spesa pubblica nel settore (6,1 miliardi di Euro totali, +43% rispetto al 2015) restano inferiori alla media UE.
Il trend è positivo, ma la piena accessibilità allo sport rappresenta ancora una sfida strutturale per il Paese.LA SEDENTARIETÁ INCIDE SULLA SALUTE E SUI SISTEMI SANITARI: SERVONO POLITICHE MIRATE VERSO I PRINCIPI “SPORT FOR ALL” E “SPORT IN ALL POLICIES”
Gli stili di vita si confermano una leva determinante per la salute pubblica, incidendo fino al 50% sullo stato di benessere complessivo. Tra questi, la pratica sportiva continuativa gioca un ruolo chiave.
La sedentarietà continua a generare un impatto sanitario ed economico rilevante.
Secondo il modello di valutazione di impatto sviluppato da TEHA, il costo complessivo annuo del fenomeno della sedentarietà stimato per il sistema-Paese è pari a 6,7 miliardi di Euro, tra costi sanitari diretti e perdita di produttività”, ha affermato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA Group. Il fenomeno assume caratteristiche diverse lungo il ciclo di vita: tra i giovani emerge il tema del dropout sportivo adolescenziale, con il 28% dei 18-19enni che ha già abbandonato lo sport; tra gli adulti il principale ostacolo è la mancanza di tempo e il welfare aziendale risulta ancora sottoutilizzato; tra gli over-65, quasi la metà è totalmente sedentaria, in un contesto dove l’80% degli anziani ha almeno una patologia cronica. Contrastare la sedentarietà richiede dunque politiche intergenerazionali differenziate, calibrate sulle specifiche barriere e motivazioni di ciascuna fascia d’età.
“Alla luce delle evidenze dell’Osservatorio”, prosegue Valerio De Molli, “è essenziale che la promozione dell’attività fisica rispetti i principi guida “Sport for All” e “Sport in All Policies”. Le politiche sportive devono garantire l’accessibilità della pratica a tutti i cittadini, indipendentemente da età, genere, provenienza, estrazione sociale o condizione socioeconomica. Inoltre, gli ambiti di impatto dello sport in Italia costituiscono aree di responsabilità e competenza di almeno tredici dei Ministeri attualmente in carica”.
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Redazione

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