Agimeg riprende la polemica lanciata da Stefano Tino (MD di Betsson) sul nuovo sponsor cinese della S.S. Lazio.
La Lazio torna a essere protagonista di un caso controverso per quanto riguarda le sponsorizzazioni legate, o “avvicinabili”, al settore del gaming. Il 10 luglio scorso, riporta Agimeg (guidata da Fabio Felici), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) aveva disposto l’oscuramento del sito di Polymarket, uno dei principali operatori di prediction market, perché assimilabile a un sito di scommesse ma privo di concessione italiana. La Lazio era stata quindi costretta a sospendere, anche a seguito di diversi interventi a carattere politico, la sponsorizzazione con Polymarket (front-sponsor dei biancocelesti).
Tutto risolto? No, perché la società guidata da Claudio Lotito torna a far parlare di sé. La Lazio ha infatti annunciato nelle ultime ore il nuovo sponsor presente sulla manica delle maglie da gioco: kaiyunsports.news.
kaiyunsports.news è ufficialmente una piattaforma internazionale di informazione sportiva che offre notizie sul calcio, aggiornamenti sulle partite e contenuti sportivi agli appassionati di tutto il mondo. Ma in realtà si tratta di un sito di infotainment collegato a un sito asiatico di casinò e scommesse. In passato altri club italiani, come Inter e Torino, hanno stipulato accordi di questo tipo, ma questa volta sembra si sia voluto ridurre al minimo il rischio di oscuramento da parte dell’ADM o di interventi dell’Agcom. kaiyunsports.news appare infatti come un sito di informazione sportiva, in modo tale da non rischiare l’oscuramento perché fornisce news non in italiano e non offre giochi a pagamento.
Sulla questione è intervenuto, attraverso LinkedIn, Stefano Tino, managing director Southern Europe di Betsson.
Il manager italiano ricostruisce la vicenda a partire dal blocco disposto da ADM nei confronti di Polymarket, prediction market in precedenza legato al club biancoceleste, e chiede che l’Agcom esamini rapidamente il caso e fornisca un’interpretazione chiara.
Il punto di partenza è la rinuncia di Polymarket all’istanza cautelare contro il provvedimento di blocco dell’Agenzia, arrivata a pochi giorni dall’udienza davanti al TAR del Lazio: “Proprio mentre Polymarket ritirava la sua richiesta di misure cautelari contro la decisione di blocco di ADM, a pochi giorni dall’udienza davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, e l’intera vicenda sembrava raffreddarsi, almeno temporaneamente… è arrivata la tempesta. Non voglio farne un post lungo. In realtà qui c’è ben poco da spiegare. I fatti parlano da soli”.
Nella parte conclusiva del post Tino allarga il campo al dibattito pubblico sul gioco e registra l’assenza delle reazioni che in passato hanno accompagnato le vicende legate alla pubblicità del settore:
“E poi… dove sono tutti? Dove sono le associazioni dei consumatori che hanno passato anni ad attaccare la pubblicità del gioco, gli operatori e perfino i dirigenti del settore? Dove sono le interrogazioni parlamentari? I titoli dei giornali? Le coperture televisive? Il dibattito pubblico sulla tutela dei consumatori e sul gioco illegale? Perché se quei principi contavano ieri, dovrebbero contare ancora di più oggi.
Mi auguro quindi che l’Agcom esamini rapidamente questo caso e fornisca un’interpretazione chiara. Perché non si tratta soltanto di Kaiyun o della Lazio. Si tratta del precedente che rischiamo di creare. Se questo principio viene accettato, la domanda non sarà più chi lo farà dopo. Sarà quanti lo faranno”.

