Dietro la crescita del PSG i rapporti tra Al Thani e governo francese
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Il Paris Saint-Germain è la regina incontrastata del calciomercato. Quest’anno alla corte dell’emiro qatariota Al Thani sono arrivati Pocho Lavezzi (Ssc Napoli), Marco Verratti (Pescara), ma soprattutto Zlatan Ibrahimovic (Ac Milan). I francesi stanno saccheggiando il resto d’Europa, con una particolare predilezione per il calcio tricolore. In ambito nazionale è la squadra da battere, anche se nelle prime quattro gare ha totalizzato appena sei punti, ma è chiaro che queste manovre di mercato stanno modificando tutti i valori del campionato. ![]() Solo a livello di calciomercato quello francese ha superato i 210 milioni di euro (contro i 170 milioni della Bundesliga tedesca), con 145 milioni di euro spesi proprio dal Paris Saint-Germain. Il valore delle sponsorizzazioni (la serie A d’Oltralpe come sistema vale 1,05 miliardi di euro) è ancora basso: non supera i 57 milioni di euro. Fly Emirates, il contratto più munifico, paga 6 milioni di euro per apparire sulle maglie del Paris Saint Germain. Nonostante gli sforzi economico-sportivi dei parigini, peraltro sempre più a rischio fair play finanziario, il calcio francese, a eccezione di piazze come Lione, Bordeaux e Marsiglia, è caratterizzato dalla presenza di troppi club di provincia. Il rischio reale è che la società sportiva di Al Thani aumenti il gap tecnico con il resto del campionato, svuotandolo di fatto e cristallizzandosi in una dimensione Champions, dove comunque troverà sempre i club inglesi, spagnoli e tedeschi ad arginarne l’ascesa sportiva. (fonte: ItaliaOggi/Marketing Sport – di Marcel Vulpis) |
Cresce il mercato calcistico francese sull’onda degli investimenti a pioggia dello sceicco qatariota Al Thani, che ha acquisito appena due anni fa la proprietà del Paris Saint-Germain. Quest’anno 4 dei 10 calciatori top del calciomercato mondiale portano la firma degli investimenti di Al Thani, approdato nella Ligue1 transalpina (l’equivalente della nostra serie A) dopo aver stretto un patto di ferro con il governo francese e con l’allora presidente della Repubblica Sarkozy (oggi sostituito da Hollande). Un’alleanza soprattutto economica che vedrà il Qatar sempre più legato a una serie di progetti ed investimenti in terra d’Oltralpe. Insomma calcio & politica a braccetto nel segno dei petrodollari (il Qatar è uno dei maggiori produttori di gas al mondo).


