Editoriale -Milan-PSG: Ibra nel ‘giardino’ di Al Thani
L’ultimo gioiello di questo spesa faraonica è lo svedese Zlatan Ibrahimovic presentato oggi pomeriggio in pompa magna da Leonardo e dai vertici del club transalpino. E’ la star della selezione rossoblu, con un ingaggio stimato in 14 milioni di euro annui (ultima magia del procuratore italiano Mino Raiola, lo stesso di Mario Balotelli).
Ibra, il cui salario al Milan pesava per 11 milioni di euro, è ormai il calciatore più pagato al mondo, ma la cosa più incredibile è che il PSG vuole continuare ad attingere dal nostro campionato. E’ chiaro che queste operazioni sono in netta antitesi con i dettami del Fair play finanziario fortemente voluto da Michel Platini (presidente Uefa). Per i qatarioti il PSG è un veicolo pubblicitario del Qatar, lo Stato più ricco al mondo (vale oltre 600 miliardi di dollari). Un’operazione come tante in ambito sportivo e corporate attivate dal 1997 ad oggi. Il tutto coordinato dalla Danagas, la cassaforte finanziaria dello sceicco Al Thani, che è il padrone assoluto del mercato del gas a livello mondiale.
Il prossimo step è il Mondiale di calcio atteso per il 2022.
Costerà non meno di 80 miliardi di dollari, ma per alcuni analisti questa cifra è già schizzata fino al tetto dei 130 miliardi di dollari. Sarà un evento chiaramente in “rosso”, ovvero senza utile, ma l’obiettivo è far conoscere al mondo un Paese moderno, ricco e capace di attrarre risorse ovunque sia necessario e utile alla causa qatariota. Basta aprire i cordoni della Danagas e il gioco è fatto: chiunque può entrare a far parte del business di Al Thani, nello sport come a livello aziendale. Per tutti gli altri non resterà che guardare a occhi aperti. Non c’è partita.
Negli ultimi 13 mesi il PSG, di proprietà dello sceicco qatariota Hamad bin Khalifa Al Thani, ha speso a livello di calciomercato più di 183 milioni di euro.

