Impianti – Juventus stadium: l’inizio di una nuova era
L’Italia sta per entrare, o almeno così sperano gli addetti
ai lavori, in una nuova era del calcio. A Torino con una
rievocazione calcistica in stile vintage (vi ha partecipato la squadra inglese del
Notts county, da cui è nata la tradizionale maglia a strisce bianconere) sono stati alzati i veli della nuova “casa” della Juventus, uno stadio da 41 mila
posti a sedere, senza barriere e con la prima fila a soli 7,5 metri dal campo
di gioco. Costo dell’operazione vicino ai 120 milioni di euro. In attesa di
conoscere il nome dello sponsor che titolerà l’impianto piemontese, è stato
raggiunto un primo risultato: 23 mila abbonamenti, con una crescita del 56%
rispetto ad appena un anno fa. La dirigenza juventina è certa di poter generare
dallo sfruttamento dello stadio ricavi per 35 milioni di euro.
Forte di un garantito da 72 milioni di euro con l’agenzia
Sportfive, della vendita dell’area commerciale alla Nordiconad (per 35 milioni
di euro) e del sostegno bancario dell’Istituto per il credito sportivo, la
Juventus vuole raggiungere il punto di pareggio in pochi anni. Per centrare
questo obiettivo investirà sullo sviluppo dei ricavi da stadio, così come
avviene in Premier league e Bundesliga.
“Il nuovo Juventus
stadium si presenta con un vero e proprio salotto. Il risultato dei 23 mila
abbonamenti è sicuramente positivo, considerando l’assenza della Juventus dai
palcoscenici internazionali”, ha dichiarato Michele Uva,
responsabile centro studi della Federcalcio. “L’operazione dei bianconeri può
fare da battistrada per nuovi progetti sempre nel mondo del football. Il
disegno di legge Lolli-Butti, attualmente in discussione alla commissione
cultura della Camera, è necessario per abbreviare l’iter attuativo delle
procedure collegate alla costruzione di nuovi impianti…Gli stadi sono opere di
interesse pubblico e nazionale. In Francia una legge similare, finalizzata all’organizzazione
dell’Europeo di calcio del 2012, è stata realizzata in appena 42 giorni e non
supera le 22 righe di testo. Il calcio ha un valore socio-economico primario
nel nostro Paese. Considerando che l’attuazione della legge non costa un euro
allo Stato ed è un volano per l’occupazione, non si capisce perché questo testo
non possa essere attuato in tempi brevi”.
La realizzazione di nuove
arene, tra l’altro, può diventare un volano per l’occupazione presente sui rispettivi
territori. L’Emirates stadium, casa dell’Arsenal, impiega nei giorni delle gare
circa 2.500 persone; in Italia a regime potrebbe dare lavoro in ogni arena ad
almeno 500 risorse (inclusi gli addetti alla sicurezza e alla ristorazione).
“Il marketing e la
formazione saranno al centro di questi progetti di ultima generazione”, ha
sottolineato Uva. “Una volta aperti gli stadi dovranno essere gestiti da
personale qualificato, soprattutto nel settore della corporate hospitality e
del marketing sportivo. La Figc riprenderà a ottobre il corso “Stadia
management” e le lezioni saranno tenute proprio all’interno della nuova
struttura della Juventus. Ben
11 club di A hanno
risposto, confermando l’interesse delle società di massima divisione sul tema della
formazione e dello sfruttamento dei ricavi commerciali da stadi”.
Non c’è, però, solo la Juventus a scommettere sui ricavi da
corporate hospitality, anche se ha la possibilità di sfruttare l’immagine del
nuovo stadio. Club come il Parma, il Palermo, la Roma e la Lazio, stanno
investendo risorse economiche ed umane per migliorare i servizi offerti
all’interno dell’impianto di calcio per gli ospiti degli sponsor. La più
importante novità della nuova stagione, però, porta la firma dell’A.c. Milan. I
campioni d’Italia in carica infatti inaugureranno per la prima gara di campionato
le due nuove aree esterne di Innvillà e Trotto e la sala Executive, posta sotto
la tribuna “arancio” di San Siro (la gestione commerciale è affidata
all’advisor Infront) . Complessivamente 1.700 posti riservati agli sponsor
rossoneri, che potranno vivere l’esperienza dell’impianto lombardo con un
livello nei servizi di ospitalità pari a quella offerto in Inghilterra da
società del calibro di Manchester United o Arsenal.
La prima partita di campionato tra la Juventus e il Parma calcio è servita a inaugurare ufficialmente il nuovo Juventus stadium, un impianto da 41 mila posti costato circa 120 milioni di euro. E l’inizio di una nuova era nel pianeta football tricolore.

