DDL Intercettazioni piega le gambe a centinaia di PMI Made in Italy

“Ogni giorno le aziende del settore intelligence affiancano le forze dell’ordine nella lotta alla criminalità mettendo sul campo know how e tecnologia. E’ un lavoro che richiede impegno, professionalità ed una buona dose di rischio – dichiara Walter Nicolotti, Presidente di I.L.I.I.A – Lo Stato dovrebbe tenere in alta considerazione le realtà imprenditoriali di questo comparto per il lavoro che svolgono quotidianamente ma nonostante tutto il debito contratto negli anni per le intercettazioni dal Ministero della Giustizia è di 500 milioni di euro, con fatture risalenti anche al 2003. Le numerose imprese del settore intercettazioni, espressione dell’eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello internazionale, se la situazione non cambierà saranno costrette a cessare la propria attività e quindi a sospendere il prezioso servizio a supporto delle investigazioni, con prevedibili ripercussioni sulla lotta alla criminalità”.

I.L.I.I.A. (Italian Association Lawful Investigation & Intelligence – Associazione Italiana per le Intercettazioni legali e l’Intelligence) è l’unica Associazione di categoria che raccoglie l’adesione di cinquanta aziende impegnate in via prevalente al supporto tecnico e tecnologico delle attività tecnico/investigative eseguite da Enti di Polizia Giudiziaria su disposizione della Magistratura Inquirente (Procure della Repubblica)Dal DDL Intercettazioni una preoccupazione in più per le PMI del comparto intelligence che fanno capo all’I.L.I.I.A. l’ Associazione di categoria che raccoglie l’adesione di cinquanta aziende impegnate in via prevalente al supporto tecnico e tecnologico delle attività tecnico/investigative eseguite da Enti di Polizia Giudiziaria su disposizione della Magistratura Inquirente. 

 

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Marcel Vulpis

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