Editoriale – Calciopoli: vogliamo chiarezza una volta per tutte!
Se dovesse risultare che altri club (chiunque essi siano) hanno avuto comportamenti similari a quelli della Juve, anche queste realtà calcistiche e le loro dirigenze devono essere sanzionate. Non ci devono essere sconti, perchè se dovesse passare questo concetto allora tutto è possibile e i "furbi" saranno autorizzati nel futuro a comportarsi come meglio credono (ovvero in modo scorretto).
Ci sono poi due aspetti che vorremmo fossero chiariti. Come è possibile che queste nuove intercettazioni escono solo adesso e casualmente proprio a pochi mesi dalla possibile prescrizione? Come è possibile che i giudici inquirenti durante Calciopoli non abbiano acquisito tutte le prove e casualmente sono rimaste in queste nuove intercettazioni solo quelle delle squadre diverse da Juve e Milan? Non è una singolare coincidenza? Non c’è forse una "grande mano" (di cui non conosciamo il volto), che ha potuto dirigere tutto questo?
L’immagine che ne esce a pochi mesi dall’assegnazione di EURO2016 (dove ci confrontiamo con Turchia, ma soprattutto con la Francia) è quella di un Paese "bizantino", avvelenato a rate da medici pietosi o peggio ancora narcotizzato da addestratori da Circo. Praticamente se torniamo al progetto di EURO2016, come potrebbe mai l’Uefa assegnare un evento di profilo internazionale a un Paese che sta aprendo il secondo filone di un processo per presunta truffa?
Non emerge soprattutto un elemento: lo sport è sport, ovvero un divertimento. Come si può creare una associazione a delinquere su una partita di calcio? Chi lo ha fatto ha seri problemi mentali, perchè alla fine è semplicemente sport.
Due ultime annotazioni per presente/futuro:
A Luciano Moggi diciamo solo una cosa: è troppo facile dire "O tutti innocenti, o tutti colpevoli" – Noi gli rispondiamo: "Assolutamente tutti colpevoli" e ringraziate Dio che qualcuno (appassionato di uno sport che gli avete "rubato") non vi fa una class action alla americana.
Ultima annotazione per chi continua a telefonare ai designatori. Finitela siete patetici, oltre che scorretti. L’arbitro o il suo designatore è un soggetto "super partes". E’ come se una persona che ha un giudizio davanti a un tribunale fosse intercettato mentre parla amabilmente (o risponde amabilmente) con il giudice che lo deve giudicare. Non lo trovate quanto meno sconveniente? Il fatto che una cosa così semplice non sia compresa da alcuni presidenti dei nostri club di serie "A" fa capire qual è, attualmente, la proiezione "etica" di questa disciplina e del nostro campionato.
Sì, vogliamo chiarezza e trasparenza una volta per tutte sul tema di "Calciopoli". Lo so che in Italia la chiarezza e la trasparenza sono virtù rare, per non dire estinte, ma questa volta non si può scherzare. Il prossimo 13 aprile a Napoli verranno presentate altre intercettazioni (quelle stranamente rimaste nel cassetto dei giudici e/o delle società delegate a fare intercettazioni), ma quello che invochiamo è un giudizio "duro" da parte della F.I.G.C.

