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Haaland volto adv di Budweiser in vista del Mondiale di calcio (2026), ma scoppia la polemica in Norvegia perchè il brand è alcolico.

L’attaccante norvegese Erling Haaland è diventato ambasciatore globale di Budweiser, birra ufficiale della FIFA World Cup (in concomitanza con il Mondiale 2026 che si terrà negli USA, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno all’11 luglio 2026). Il numero nove del Manchester City è protagonista della campagna internazionale “Let it Pour” insieme a all’allenatore Jürgen Klopp e a suo padre Alfie, che celebra il legame tra i tifosi di calcio e il marchio.

Il coinvolgimento di Haaland ha suscitato polemiche nei media e tra le organizzazioni norvegesi, poiché nel paese scandinavo la pubblicità degli alcolici (di qualsiasi tipo e gradazione) è vietata (scatenando un vero e proprio “polverone” mediatico). La Federazione calcistica di provenienza però ha difeso il giocatore, sottolineando che si tratta di un accordo personale su scala globale.

Budweiser si aggiunge al crescente portafoglio di partnership commerciali di Haaland, che include Nike, Visa, Marriott Bonvoy e persino un esportatore norvegese di salmone. Nello specifico è ambasciatore nel mondo del “Norwegian Seafood Council” per il marchio “Seafood from Norway“, proprio per il suo doppio ruolo di top player calcistico e rappresentante internazionale dello sport norvegese (la collaborazione è stata annunciata nel 2024 e avrà una durata di due anni, proprio in concomitanza con il Mondiale di calcio 2026).

Hanne Cecilie Widnes, responsabile dell’associazione norvegese per la prevenzione delle droghe: “È grave che Haaland non si renda conto di quanto sia dannoso per i bambini e i giovani. Mi farebbe piacere che la Federazione calcistica norvegese potesse porre fine a tutto questo. È un grande eroe per i giovani di molti paesi. È una situazione difficile e molto triste. Credo che la Federazione dovrebbe intervenire con fermezza: è davvero problematica“.

Inger Lisa Hansen, portavoce dell’organizzazione Actis, specializzati prevenzione dei danni causati dall’alcool: “Penso sia davvero strano che una persona attenta alla propria salute, come Haaland, scelga di prestarsi come testimonial per un marchio di alcolici. Non si tratta di vietare alle persone di bere birra mentre guardano una partita di calcio, ma del fatto che il nostro eroe sportivo stia contribuendo a pubblicizzare un prodotto dannoso“.

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Marcel Vulpis

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