Caso Tavecchio: L’ipotesi commissariamento va contro i principi base della democrazia (sportiva e non)

Ora che i media ventilano l’ipotesi commissariamento in Federcalcio, dopo il “Noi diciamo che Opti Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così” di Tavecchio, candidato alla presidenza della Figc “Se bastasse l’ipotesi, e sottolineo ipotesi, di razzismo in una frase per commissariare una Federazione, allora sarebbe a rischio  commissariamento anche la Fin di Paolo Barelli, sotto indagine per ipotesi di reato – è, a Swimbiz, il monito di Marcel Vulpis, direttore dell’agenzia stampa a carattere economico-sportivo Sporteconomy – mi rifiuto di credere che il Presidente Malagò possa anche solo pensare a un’eventualità del genere: se davvero è sufficiente una frase, per quanto sbagliata e infelice, con presunzione di razzismo (perché è da dimostrare un reale razzismo del signor Tavecchio) per toglierlo dalla corsa alla Figc, sarebbe un grave segnale per la democrazia sportiva. Creerebbe un pericoloso precedente anche per la politica: Tavecchio ha attualmente il 60% dei consensi, persino più del 40% di Renzi; allora, anche una frase del Premier, ritenuta sbagliata da qualcuno, basterebbe a farlo decadere?” (fonte: Swimbiz.it)
Cos’hanno a che fare il calcio, la Figc, Carlo Tavecchio (presidente Lega nazionale dilettanti e candidato con Demetrio Albertini alla poltrona di numero uno della FIGC) col nuoto, dirà qualcuno. Tutto. Ora che l’Ansa riporta l’ennesima smarcatura del Premier Renzi sulla vicenda, affidandosi completamente al Presidente del Coni, e del Circolo Canottieri Aniene, Giovanni Malagò
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Marcel Vulpis

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