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World Baseball Classic 2026: gli azzurri riscrivono la storia, ma il movimento in Italia è ancora debole.

La semifinale raggiunta nel torneo evento che de facto ha sostituito il Mondiale spinge l’interesse attorno alla Federazione Italiana Baseball Softball, che ora conta oltre 50mila follower su Instagram e 32mila su Facebook, ma i numeri restano contenuti.

(di Davide Pollastri) – Al recente World Baseball Classic — torneo che si distingue per la presenza di numerosi giocatori militanti nella Major League Baseball e per il grosso contributo organizzativo della MLB stessa — la nostra selezione, guidata dall’oriundo Francisco Cervelli e composta prevalentemente da italoamericani, è stata capace di battere gli USA (al Daikin Park di Houston), il Messico e Porto Rico. Il risultato ha dell’incredibile, soprattutto se pensiamo che in Italia abbiamo poche squadre (perdipiù diffuse a macchia di leopardo) e solo 15mila tesserati. Un altro tasto dolente sono i budget a disposizione dei club, ben al di sotto del milione di euro.

Nel fascicolo con cui la FIBS ha reso noto il budget 2024 si legge: “Il totale complessivo del Valore della Produzione è pari ad euro 7.862.138”. La cifra, inferiore all’incasso di una partita di calcio di grande interesse (l’incasso complessivo lordo dell’ultimo Derby d’Italia tra Inter e Juventus è stato di 8.587.129 euro) la dice lunga sul nostro baseball, che si mantiene a un livello dilettantistico anche sul fronte degli ingaggi, con compensi che partono da 15.000/20.000 euro a stagione — spesso erogati come rimborsi — e arrivano al massimo a 50.000 euro per i migliori giocatori (perlopiù stranieri, selezionati anche attraverso annunci online). In soldoni, il nostro movimento è lontano anni luce dallo sfarzo della MLB — lega nella quale militano gli oriundi che hanno portato la nostra selezione tra le prime quattro del World Baseball Classic, i quali, secondo un articolo de La Gazzetta dello Sport firmato da Mario Salvini, percepiscono ingaggi attorno ai 600 mila euro a stagione, con Aaron Nola dei Philadelphia Phillies che con i suoi 24 milioni di dollari a stagione vale metà dei guadagni dell’intera rosa.

L’obiettivo ora è non perdere i 260mila spettatori (7% di share) che hanno fatto le ore piccole per seguire il match contro gli Stati Uniti, e aggiungere nuovi partner ai tanti — tra i quali Allianz, Rai Sport e Sky Sport — che già stanno sostenendo la nostra federazione. Un contributo in questa direzione arriva anche dalle parole di numerosi appassionati d’eccezione, tra cui Massimo De Luca, che in una recente intervista a Il Bar del Baseball ha dichiarato: “È stato bello, per un vecchio appassionato come me, vedere per una volta un così grande interesse dei media per il baseball. Le vittorie sono sempre un grande traino, e battere gli Stati Uniti nel loro sport nazionale con tre fuoricampo dello straordinario Pasquantino ha fatto decollare l’attenzione. Anche l’astuta mossa di marketing del caffè nel dugout ha avuto un suo ruolo. Le idee pagano sempre. Il problema è farsele venire in mente.”

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Redazione

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