Vulpis: Inserire clausole anti-frode sportiva nei nuovi contratti dei calciatori

La Procura di Bari ha concluso l’indagine sul calcio scommesse che vede coinvolti molti tesserati ed ex tesserati del club biancorosso. In particolare i pm hanno fatto luce sulle partite valevoli per il campionato di Serie B Bari-Treviso (0-1) e Salernitana-Bari (3-2). 

Come commenta la posizione del Bari in questa inchiesta sul calcio scommesse?

La posizione del Bari è stato spiegato dal Dg del club Garzelli nella trasmissione 90 minuti condotta da Enrico Varriale. Il dirigente dei pugliesi ha detto che la società, in prima persona, è stata colpita dai comportamenti di alcuni tesserati. Credo che sia necessario rifare i contratti tra club e tesserati e inserire penali importanti per i calciatori che si rendono protagonisti di episodi del genere. Devono essere inseriti dei deterrenti per evitare il rischio di intrusione della criminalità organizzata nel calcio. Le penali per chi commette degli illeciti nei contratti non devono essere adottati solo dal Bari, ma da tutte le società italiane, che andrebbero a tutelarsi nei confronti dei propri tesserati.

In questo modo avrebbe più senso anche il principio della responsabilità oggettiva?

I Club dimostrerebbero di aver coscienza del comportamento dei propri calciatori. In Lega ci sono 1.800 tesserati. Su un numero così importante di persone è alto il rischio che ci sia una mela marcia. Introducendo il deterrente sopra citato si andrebbe ad abbattere del 90% il rischio di truffe. Si tratterebbe di utilizzare un principio simile a quello delle clausole di rescissione in cambio di un indennizzo economico.

Com’è la posizione di Antonio Conte riguardo a quest’altro filone di indagini?

Speriamo che le dichiarazioni fornite agli inquirenti siano sufficienti per scagionarlo. Se così non fosse la Procura federale potrebbe tirarlo di nuovo in ballo. Sarebbe una cosa sconcertante, come sconcertante è il fatto che all’inizio del girone di ritorno non si sappia ancora che fine faranno i giocatori e i club coinvolti. Penso alla Lazio e a Mauri. Questa è la conferma che c’è una disparità incredibile tra giustizia ordinaria, troppo lenta, e giustizia sportiva, che ha dimostrato una visione generica delle carte prima del TNAS.

Ci sono giocatori che hanno pagato ingiustamente, proprio per l’approssimazione con cui opera la giustizia sportiva?

Per fortuna non hanno pagato Shala e Fontana del Novara, i quali sono stati assolti dal TNAS. Credo che Sbaffo, nonostante abbia patteggiato sia innocente. A volte capita che alcuni calciatori, solo perché presenti in uno spogliatoio in cui si è organizzato un illecito, siano considerati colpevoli. E’ il caso di Fontana, portiere del Novara, che non doveva essere nemmeno convocato per la gara con il Chievo. Fortuna che il terzo grado di giudizio abbia dimostrato la sua estraneità.

 La redazione di Puglia24News ha raggiunto Marcel Vulpis, di Sporteconomy, per parlare della vicenda e per evidenziare come provare a risolvere un problema sempre più diffuso nel calcio italiano. L’idea del direttore dell’agenzia stampa è che per porre un freno alla possibilità che altri giocatori “infedeli” in Italia possano provare a vendersi le partite l’unico deterrente è l’inserimento nei contratti di penali molto elevate. 

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Marcel Vulpis

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