Ultras&Calcio – La lezione che arriva dall’Uruguay e il singolare caso dello stadio di proprieta’ dell’Olimpico

La decisione del presidente José Mujica di non fornire agenti di polizia per la sicurezza negli stadi ha provocato prima le dimissioni del Consiglio della Federcalcio locale, poi il blocco dell’attività e quindi lo stop del campionato di Chiusura. Non sono state giocate Penarol-Miramar, Fenix-River Plate e Juventud-Rentistas, rinviate a data da destinarsi. Mujica ha preso questa decisione, sicuramente controcorrente, per dare un segnale forte contro la violenza e il razzismo che imperversano negli stadi.

Una decisione che potrebbe far discutere anche nel nostro paese, che, da tempo, non brilla per una classe politica adeguata, chiamata a dare risposte, anche su questo tema e che al momento vacilla. Il premier Matteo Renzi, infatti, ha deciso di attendere il termine delle elezioni europee prima di intervenire, ma è chiaro, che più tempo passerà e più la risposta sarà “edulcorata”. Al momento l’unico che chiede interventi urgenti e forti è il presidente del CONI, Giovanni Malagò. 
Il ritardo di 45 minuti del fischio di inizio è avvenuto all’interno dello stadio Olimpico, sede della gara e impianto di proprietà della CONI Servizi SpA. L’assurdità di tutta la questione è proprio qui. Malagò e la CONI Servizi SpA non hanno potuto decidere a “casa” loro. A decidere, invece, è stato un tifoso su 70 mila, tale “Genny ‘a carogna”, da sempre leader dei Mastiffs e della Curva A del Napoli. Tutto questo dovrebbe far riflettere i nostri politici, oltre che le forze dell’ordine. Si parla tanto di impianti di proprietà, di modello inglese, come “cavallo di frisia” futuro da opporre a queste frange di violenza, ma nello specifico, anche lo stesso presidente del CONI era impotente all’interno della sua proprietà (rimbalzato tra Genny ‘a Carogna e le decisioni, non sempre brillanti, delle forze dell’ordine). Come ne usciamo, concretamente?

Mentre in Italia gli addetti ai lavori parlano da giorni del problema ultras nel calcio, soprattutto se legato ai casi di violenza avvenuti lo scorso sabato in occasione di Napoli-Fiorentina, finale di Tim cup 2014, in Uruguay, il presidente della Repubblica, Josè Mujica, ha deciso di dare un segnale forte, che, di fatto, ha provocato le dimissioni dei vertici nazionali della federcalcio. 

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Marcel Vulpis

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