Tempi supplementari – La matematica premia Pagnozzi e Tavecchio sosterrà Abete
“TEMPI SUPPLEMENTARI”
di Gianni Bondini*
Le palline rosse a favore di Pagnozzi sono già 43 voti (in probabile aumento), sulle 75 in possesso dei grandi elettori del Coni. E non è assolutamente certo che lo sfidante di rilievo, Giovanni Malagò, disponga dei restanti 32 voti. Sia perché ci sono almeno una dozzina tra incerti e delegati di categoria da designare (come gli atleti). Inoltre come candidato c’è pure Simone Gambino ex presidente del Cricket. Per citare l’ultimo precedente, nella sfida elettorale con Petrucci, il presidente del Golf, Franco Chimenti, meritò l’onore delle armi con 23 voti. Li porterà tutti in dote a Giovanni Malagò (presidente del Circolo Canottieri Aniene)?
Per noi la geografia del consenso è questa. Dei 35 presidenti federali presenti, alla cosiddetta “cena delle beffe” (il copyright è della Gazzetta dello Sport) di venerdì 14 dicembre al Parco dei Principi, in 32 hanno promesso il voto al Pagnozzi. Alla cena era presente anche un autorevole componente italiano del Cio e c’è stata la telefonata di consenso di un presidente federale rimasto a Milano. E siamo a 34, rispetto ai 45 voti in mano ai dirigenti e ai tre membri Cio aventi diritto di voto. Andando avanti, almeno 4 rappresentanti su cinque degli Enti di promozione sono pro Pagnozzi, che dovrebbe ottenere almeno un voto su tre delle Discipline associa e 4 voti dai prossimi rappresentanti di atleti e tecnici. E siamo, appunto, a 43 voti. Col quorum di maggioranza fissato a 38 voti. Ma abbiamo ragionato col freno a mano tirato. Non abbiamo messo, però, nomi e cognomi di chi voterà “per questo o per quello”. Un’accortezza per non far saltare le nostre linee telefoniche. Per quella moda italica di voler accontentare tutti, a parole.
Nonostante le accortezze e la conta porta a porta, i beneinformati, che danno lezioni di politica sportiva sui Lungotevere,
guarderanno con aria di sufficienza i nostri “numeretti”. Convinti che non conti tanto l’aritmetica, quanto l’audience e il favore dei salotti della politica. Dicono. “Basta con le solite facce”. Anche al Coni vince chi rappresenta il nuovo. E Giovanni Malagò come “novista” non ha rivali. Sicuro, ma il pallottoliere sta lì ed è un vecchio strumento di calcolo, facile da usare. Non ce ne vogliano.
Nell’attesa del voto a cinque cerchi, c’è ancora la Federcalcio che (il 14 gennaio) deve eleggere il suo presidente. Giancarlo Abete, ieri nell’incontro col presidente dei Dilettanti Carlo Tavecchio, ha segnato un gol decisivo. Il gran capo della Lega più numerosa garntirà ad Abete la candidatura (e la rielezione). Senza dover aspettare l’11 gennaio, per l’incerta presidenza della Lega di serie A di Andrea Abodi, sostenitore di Abete.
Tavecchio, però, è un mediatore d’esperienza e porta a casa la sua riconferma alla vicepresidenza vicaria del calcio (con deleghe importanti) e la scelta del prossimo presidente del Settore Giovanile e Scolastico. Dopo che Gianni Rivera si trasferirà alla presidenza del Settore Tecnico di Coverciano (Firenze). Dove Roberto Baggio ha lasciato scarsi segni del suo passaggio. Questo disegno, però, presenta una incognita. Quella che Rivera dovrà ridurre di molto la sua presenza sui campi di terra rossa del Circolo del Tennis del Foro Italico. Ne farà a meno?
* già v. caporedattore alla Gazzetta dello Sport. Segue politica e giustizia dellosport anche in occasione del mondiale di Italia ’90. Nel 1997 vince il Premio Saint Vincent-Presidenza della Repubblica con un’inchiesta sul doping. Nel 2000 partecipa alla redazione del Dizionario del Calcio Italiano ed. Baldini&Castoldi per la parte riguardante la giustizia ordinaria e sportiva. Nell’anno accademica 2005-2006 insegna istituzioni e giustizia sportiva nel Master di management di sport alla Libera Università San Pio V (Luspio) della Cei. Nel 2009 il Coni gli conferisce la “Stella d’Oro” al merito sportivo “per l’impegno e la professionalità nel seguire l’attività del movimento sportivo italiano”.
Tempo di elezioni e di exit poll (per ora solo nello sport). Nell’attesa di sapere che cosa succederà realmente il 19 febbraio nel salone d’onore del Coni, secondo il nostro pallottoliere, Lello Pagnozzi è saldamente in pole. Rafforzato dalla scelta di un segertario generale come Luca Pancalli e dal sostegno incondizionato di Gianni Petrucci, che, per un altro anno, manterrà la presidenza della Coni Servizi, insediato anche alla guida del basket.

