Stadio A.s. Roma – Zavanella: abbiamo cercato di sederci al tavolo della Roma, per trovare una soluzione, ma è stato impossibile
“In quest’ultimo anno mi creda abbiamo cercato di sederci al tavolo della Roma, con la nuova dirigenza, per trovare una soluzione, ma è stato impossibile sedersi”. Con queste parole apre l’intervista l’architetto Gino Zavanella. “Guardi mi dà anche fastidio parlare di soldi, per quelle cose ci pensa la mia amministrazione”, prosegue. “Non so neppure a quanto ammonti la nostra consulenza e così è lo stesso per quella della Reconsult, co-partner del progetto. So solo che abbiamo lavorato per 18 mesi ed eravamo pronti a realizzarlo. Non è dipeso certamente da noi il fallimento dell’iniziativa, ma come avviene in tutto il mondo chi lavora deve essere pagato. Ne faccio una questione di lealtà professionale, in 42 anni di carriera è la prima volta che una società committente (l’A.s. Roma) non mi paga per le prestazioni effettuate. Ci dispiace tra l’altro che al progetto hanno collaborato consulenti di mezza Europa, gli unici a non essere stati pagati siamo stati noi. E’ incredibile perchè eravamo i capi-progetto”.
Gino Zavanella è uno degli architetti italiani più noti al mondo nel settore dell’impiantistica sportiva e l’artefice, insieme alla Reconsult SpA, del progetto dello stadio “Franco Sensi”, presentato (in pompa magna), durante la gestione Sensi, ai media capitolini. Un progetto, che, alla fine, non è stato mai realizzato, nonostante i 18 mesi di lavoro, in termini di progettualità, da parte dei soggetti appena citati nell’articolo.

