Stadi – Andrea Cardinaletti (ICS) interviene su IL CORRIERE DELLO SPORT

La Juve ha tracciato la linea e le altre società italiane, con Inter e Palermo in testa, la stanno seguendo. Se la formazione bianconera stenta in campionato, nessuno tiene il suo passo nel progetto per la costruzione di un nuovo stadio. La certificazione arriva da Andrea Cardinaletti, presidente del Credito Sportivo, l’istituto di credito specializzato nel concedere finanziamenti al mondo dello sport e della cultura. 50 dei 120 milioni di euro che serviranno per la costruzione del nuovo impianto torinese saranno erogati dall’istituto nato nel 1957 e diventato un punto di riferimento per lo sport tricolare con i 5,8 miliardi di euro stanziati in mezzo secolo di vita.
Cardinaletti, a che punto è il nuovo stadio della Juventus?
« La scadenza originale sarà rispettata ed è realistico pensare che nel settembre 2011 i bianconeri giocheranno nel loro Delle Alpi. Con il presidente Blanc ogni 3 mesi facciamo il punto della situazione e la pianificazione è stata fatta in modo attento ».
Sotto questo aspetto la Juve è un esempio da seguire?
« Assolutamente sì. La società bianconera sta attraversan-do una fase complessa sotto il profilo dei risultati sportivi, ma è un esempio dal punto di vista organizzativo. E’ un’azienda con uomini competenti e ha un progetto-stadio importante».
Le è piaciuta l’idea di recuperare i soldi necessari per la costruzione dell’impianto cedendo per 12 anni a SportFive i diritti sul nome dello stadio?
« E’ la strada giusta, ma, ricavando cifre importanti, è percorribile solo per 5-6 società come Juventus, Inter, Milan, Roma e Napoli. Nel caso della Juve i soldi incassati dalla cessione dei diritti di naming rappresentano il 60% dell’investimento complessivo » .
La Juventus ha anticipato tutti, ma c’è fermento anche a Milano, sponda nerazzurra, Roma, Palermo, Genova e Verona, mentre a Napoli pensano a un lifting profondo del San Paolo. In Italia sta iniziando a muoversi qualcosa?
«Diciamo che ci sono molti progetti interessanti e ben avviati».
Come tempi di realizzazione quello dell’Inter sembra il meno distante da quello della Juventus. Conferma?
« L’Inter ha un progetto molto importante e avveneristico. Il club di Moratti sta facendo le cose in maniera seria. Non ho ancora avviato un’istruttoria anche se con noi ci sono contatti assidui perché la volontà di costruire un nuovo impianto c’è. Per il momento siamo alle fasi preliminari, ma è verosimile che la città di Milano tra qualche anno abbia due grandi stadi».
Entro il 2015-2016?
«Nel 2015 a Milano ci sarà l’Expo, mentre nel 2016 la speranza è che l’Italia ospiti gli Europei di calcio: di queste due scadenze bisogna tenere conto… Intanto è già programmata la ristrutturazione di San Siro che entro il 2012 sarà valorizzato tornando ad essere uno dei più bei stadi d’Europa ».
E i progetti di Roma e Lazio?
« Sono entrambi seri. Dire che Roma avrà presto 3 grandi stadi è prematuro, ma la Sensi e Lotito non stanno bluffando ».
Entro 10 anni la metà delle formazioni di serie A avrà uno stadio di proprietà?
« Sì. E’ un passo doveroso per la sopravvi-venza delle società ».
Cosa pensa della situazione degli stadi italiani?
« Li definirei inattuali e vecchi sia come struttura sia come concezione. I nuovi impianti dovranno essere sicuri, gestiti da manager e "vivibili" tutta la settimana grazie ad esercizi commerciali e altre attività. Si tratta di un modo per riequilibrare i ricavi delle società che adesso derivano quasi esclusivamente dai diritti tv».
Cosa serve all’Italia per aggiudicarsi gli Europei del 2016?
« Tre stadi nuovi, diciamo Torino, Palermo e un altro al centronord, più altri impianti ristrutturati. E’ un’occasione da non perdere » .
Il Credito Sportivo è pronto per affiancare i club?
« Noi accettiamo la sfida. Siamo una banca pubblica che ha finanziato 23.000 progetti in ambito sportivo grazie all’applicazione di condizioni agevolate e all’abbattimento del tasso d’interesse. Finanziamo il calcio ( entro fine 2010 nascerà il nuovo centro tecnico del Catania ndr), ma anche il golf, la scherma, l’equitazione, le palestre… Siamo aperti a tutte le richieste non solo dei Comuni, ma anche e soprattutto di società, enti privati e parrocchie. Nel 2009 abbiamo erogato 400 milioni di euro di finanziamenti, ma se ci sarà un rifacimento degli stadi il volume aumenterà »Il Corriere dello Sport ha intervistato ieri Andrea Cardinaletti, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo sul tema degli stadi italiani. 

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