Sport&Ricerche – Sport&Società : 34 mln di praticanti in Italia
Uno spazio elementare sportivo ogni 390 abitanti; la pratica sportiva (agonistica, amatoriale) o attività fisica di 34 milioni di italiani; 95mila punti dislocati sul territorio, ovvero la più ramificata e ampia rete esistente in Italia; un punto sportivo ogni 631 abitanti, superiore alla rete delle tabaccherie e del sistema finanziario, scolastico, sanitario, religioso, della ristorazione, del commercio; una tiratura media giornaliera di 2,4 milioni di copie di giornali sportivi; un fatturato che sfiora gli 8 miliardi di euro speso dagli italiani; 5,5 milioni di famiglie abbonate alla Tv.
satellitare o al digitale terrestre; 22mila ore annue di trasmissione televisiva criptata e non criptata. Sono i grandi numeri dello sport nella società italiana, così come li ha individuati il primo rapporto realizzato dal Coni e dal Censis e presentato oggi nel Salone d’Onore al Foro Italico.
La ricerca Coni-Censis non poteva ovviamente trascurare la voce economia e lavoro in tema di sport: il settore equivale a 2,7-3,0 punti di Pil, con investimenti in opere pubbliche, turismo, trasporti, media tradizionali e media innovativi, occupati diretti ed indiretti, una moltitudine di piccole e medie imprese, made in Italy (basti pensare ai successi motoristici di Ferrari, Ducati, Aprilia), organizzazione di micro e macro eventi (dalle partite nell’oratorio alle Olimpiadi invernali di Torino del 2006, ai prossimi mondiali di nuoto, nel 2009 a Roma). Sport uguale anche volontariato: l’analisi condotta presso un campione di 11mila associazioni sportive dice che mediamente operano da dieci a dodici volontari che prestano in una settimana cinque ore di lavoro gratuito. In complesso si tratta di 225milioni di ore di volontariato per un contro valore complessivo annuo di 3,4 miliardi di euro di lavoro equivalente (considerando un’ora di lavoro pari a un compenso di 15 euro).
Lo sport – aggiunge il Rapporto – produce animazione territoriale (la Lega Calcio dilettanti ha stimato che nel corso di un anno si giocano almeno 700mila partite); relazioni con il sistema d’impresa (ogni associazione sportiva conta in media cinque sponsor commerciali o tecnici, il che equivale a oltre 400 mila imprese nel sostegno delle attività di base e dilettantistiche); marketing del territorio sia in chiave turistica (scuole estive, tornei, manifestazioni) che in chiave di promozione dei brand locali. Il rapporto Sport e Società analizza anche le criticità e le distorsioni che minano l’etica e la consistenza valoriale dello sport. Anche su questo i sondaggi presso la popolazione e le organizzazioni territoriali hanno dato segnali uniformi: se lo sport significa applicazione delle regole, il doping è il suo avversario più accanito perché altera un principio fondamentale dell’etica sportiva: vinca il migliore; la violenza dentro e fuori gli stadi è il secondo motivo di preoccupazione che lede il principio di rispetto degli avversari; la concentrazione di interessi economici che una parte dello sport-spettacolo genera e attrae finisce con il suonare come distonico rispetto al volontariato che anima lo sport di base e amatoriale. Ci sono poi altri due elementi critici.
Tra le attività sportive praticate, il calcio e la ginnastica assorbono circa la metà del totale dei cittadini che nel 2006 hanno praticato uno o più sport con continuità o con cadenza saltuaria. L’insieme delle attività ginniche ha però superato il calcio e costituisce allo stato attuale l’attività più praticata sull’intero territorio nazionale: nel 2006 il calcio è risultato infatti praticato da 4.152.000 persone, mentre il gruppo di attività comprendente quelle ginniche ha visto la presenza di 4.320.000 sportivi praticanti (qui si vede l’impatto rappresentato dal fitness e dalla cultura fisica, ndr). Al terzo posto si colloca il nuoto, comprendente sport acquatici e subacquei, con 3.900.000 praticanti; quindi a seguire gli sport ciclistici, l’atletica leggera, gli sport invernali. Oltre 1milione di persone ha dichiarato di avere praticato con continuità o saltuariamente il tennis o corsi organizzati di danza e ballo.
Le arti marziali e la palla canestro mantengono le loro posizioni con un numero di praticanti di poco superiore alla soglia dei 600mila. Distinguendo tra i due sessi, gli uomini dimostrano di avere una maggiore propensione verso la pratica sportiva; gli indici di attivazione verso lo sport diminuiscono però in modo correlato all’aumento dell’età anagrafica. Tra le motivazioni, vengono evocate quelle di tipo ludico e la volontà di trovare forme adeguate di utilizzazione del tempo libero; per un altro verso emerge però l’esigenza di cura del proprio corpo. Chi non pratica sport lo fa principalmente per mancanza di tempo libero e quindi, in second’ordine, per l’assenza di interesse. Seguono poi motivi legati all’avanzare dell’età, stanchezza e pigrizia, problemi di salute e motivi familiari.
fonte: Il Secolo XIX
I numeri della prima indagine "Sport&Società" realizzato dal Coni in collaborazione con il Censis servizi.

