Sport&Politica – Malagò punta alla presidenza del CONI

“Penso di aver maturato un’esperienza che può supportare lo sport del nostro Paese e ufficialmente annuncio la mia candidatura alla presidenza del Coni”. Con queste parole Malagò, è uscito allo scoperto candidandosi ufficialmente a ricoprire la carica più importante dello sport italiano.
E’ stato un Malagò pacato, quasi austero, quello che si è presentato ieri davanti alla stampa romana e ai suoi più fedeli sostenitori, oltre che amici. L’aspetta una sfida difficile, perchè il candidato avversario è l’attuale Segretario Generale del Coni (capo spedizione, tra l’altro, degli azzurri per Londra2012), Lello Pagnozzi, “uomo-macchina” del movimento sportivo tricolore, oltre che “delfino” di Gianni Petrucci, sulla poltrona del Palazzo “H” dal lontano 1999.
Come è nel suo stile si è presentato da solo, raccontando molto di sè e della sua passione per lo sport, delle sue vittorie (come l’aver creato un gruppo sportivo di assoluto valore olimpico come quello degli atleti dell’Aniene, con Federica Pellegrini e Josefa Idem in prima fila) e soprattutto della sua idea di rilancio per l’intero movimento.
Adesso si godrà i Giochi di Londra. E’ in partenza, poi, tornato a Roma, si tufferà nuovamente in questa nuova “sfida”, perchè il guanto è stato lanciato, ma Pagnozzi si sente forte del suo rapporto con i presidenti di Federazione, che dipendono economicamente a “filo doppio” da quanto lo stesso CONI eroga nei loro confronti. Un aspetto non da poco. E’ una corsa ad “handicap”, che sinceramente non mette lo stesso Malagò sullo stesso piano di Pagnozzi, che ha un vantaggio competitivo non da poco. Ecco perchè se vincerà la vittoria sarà ancora più devastante. Il presidente dell’Aniene ha la possibilità unica di rilanciare questo settore (lo sport) modificando anche la cultura di un intero ambiente. Deve, però, in tempi brevi, presentare un documento programmatico “rivoluzionario”, capace di modificare gli equilibri presenti all’interno del CONI. Su molti giornali, non a caso altrettanto “vecchi” come idee e impostazioni, si è parlato di candidatura di Malagò alla “poltrona” del CONI.
Se passerà questo concetto Malagò ha perso ancora prima di sfidare Pagnozzi. Malagò non deve ambire alla poltrona, deve ambire a rivoluzionare un comparto del Paese, lo sport, che può diventare il trampolino di lancio di una rivoluzione socio-culturale più alta. Per farlo deve vincere sulle idee e sulla qualità delle persone che porterà in squadra da oggi fino alle elezioni. L’invito è a presentarsi nella prossima conferenza stampa con un team di persone irreprensibili sotto il profilo morale (questo Paese ha bisogno di un ritorno ai valori etici) e di giovani (non “yuppies” dell’ultima ora, però) che sappiano rivitalizzare l’immagine del CONI. 
Invito Malagò a studiare la strategia messa in atto, oltre due anni fa, dall’attuale presidente di Lega serie B, Andrea Abodi. Era come Malagò quando osò sfidare l’uomo di fiducia di Abete (Michele Uva). Non a caso lo stesso Uva è oggi il responsabile del Centro studi FIGC. Era ultimo e con pochi voti. Iniziò un “certosino” lavoro di raccordo, guadagnando la fiducia di ciascun presidente della seconda divisione dell’epoca con umiltà, senza voli pindarici e facendo capire concretamente le idee del progetto che voleva portare avanti. Vinse per un voto, ma oggi è ancora il presidente di B e probabilmente l’unico presidente-manager che l’Italia del calcio ha in questo momento. Nulla è impossibile e sarebbero in molti ad auspicare una “ventata di fresco” all’interno del Palazzo H, che è più vicino all’immagine di un centro burocatrico-amministrativo piuttosto che a quella di un laboratorio di idee. 
Ultimo consiglio: è sicuramente importante avere dei buoni rapporti con il mondo della politica. Purtroppo questo Paese è dominato dalla politica, ma anche lì il vento sta cambiando. Gli ultimi sondaggi danno al 16,8% in caso di elezioni il peso dei “grillini”. Praticamente il terzo partito del Paese. Pochi hanno capito che la politica tricolore sta per essere rivoluzionata e quindi non è così auspicabile essere legati o mostrarsi troppo legati a determinati ambienti. Anche perchè se così fosse, dove sarebbe la grande novità sotto il profilo progettuale rispetto alla proposta-Pagnozzi?.
Dalla nostra agenzia l’in bocca al lupo per questa nuova avventura è d’obbligo. Non abbiamo mai seguito la corrente, figuriamoci se cambieremo idea proprio adesso. 
Un risultato Giovanni Malagò l’ha già raggiunto: ha ridato una patina di “freschezza” alla sfida per la presidenza del CONI. Magari Pagnozzi non l’avrebbe auspicato, perchè è più bello vincere “facile” (altrimenti non saremmo italiani), ma grazie proprio al suo nuovo candidato-avversario, questa sfida serve a far capire agli addetti ai lavori che “c’è ancora vita nell’universo”. Perchè dove c’è confronto c’è democrazia, dove non c’è confronto purtroppo si rischia di scadere nel Medioevo. Questo cerchiamo di non dimenticarlo mai!
E’ ufficiale: Giovanni Malagò, attuale presidente del Circolo Canottieri Aniene e membro Giunta Coni, punta alla presidenza del CONI. L’annuncio ieri, a Roma, durante una conferenza stampa informale presso la sede dell’Aquaniene, dallo stesso fortemente voluta e realizzata ai tempi del Mondiale di nuoto di Roma2009.
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Marcel Vulpis

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