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Sport&Medicina – I dolori del giovane Pato si possono risolvere con la fisioanalisi

“Nella medicina dello sport si registra, ormai da tempo, un incremento delle patologie infiammatorie e degenerative a carico dell’apparato muscolare ed articolare la cui genesi trae origine dall’azione meccanica di vari fattori (come la crescente quantità ed intensità degli allenamenti e delle competizioni) su una serie di elementi individuali predisponenti. Tra questi elementi individuali predisponenti le disfunzioni posturali rappresentano uno degli aspetti sui quali medici e ricercatori rivolgono oggi grande attenzione perchè favoriscono l’azione traumatica.

Le azioni traumatiche inducono nei tessuti alterazioni della componente cellulare con insorgenza del processo difensivo e riparativo locale, che prende il nome di “infiammazione”.

Tale reazione che risulta clinicamente più evidente nei traumi acuti (contusioni e distrazioni muscolari, distorsioni articolari), nelle lesioni da sovraccarico funzionale, essendo inferiore, anche se reiterata, l’entità del singolo stimolo traumatico, assume minore evidenza, ma è comunque presente e determina nel tempo la riduzione della funzionalità della struttura (muscolo, tendine, cartilagine).

Le terapie adottate ancora oggi per queste patologie sono spesso dei palliativi, a volte addirittura inutili.

Curare con un antinfiammatorio o un intervento chirurgico o quant’altro un sintomo che è dovuto ad una causa permanente significa perdere soldi e salute.

Se il trauma è occasionale allora sono adatti antinfiammatori e fisioterapie; ma questi non sono adatti quando il trauma dipende dal cattivo utilizzo delle proprie strutture e quindi quando il trauma è continuativo e perdura anche dopo la cura.

Dobbiamo curare la patologia muscoloscheletrica ed articolare rimettendo il corpo in condizione di sfruttare la forza di gravità, (che tira giù) per stare in piedi (cioè andare su), attraverso la liberazione del riflesso di opposizione, chiamato appunto così per questa sua peculiarità, eliminando in questo modo i traumatismi continuati che, oltre a dare dolore nell’immediato, consumano nel tempo muscoli ed articolazioni.

Intervenendo su questo riflesso otteniamo, senza farmaci e senza altri interventi medici, la distensione permanente della muscolatura antigravitazionale, sostanzialmente quella posteriore così spesso soggetta agli infortuni,

Il dolore scompare anche per sforzi intensi e si ridurrà l’usura articolare limitando così gli infortuni.

Ma il vero risultato è il raggiungimento di un corpo più agile, che si muove con facilità nello spazio perché non ha più timori, e su cui poter contare sia per una passeggiata che per uno sforzo intenso come deve accadere nello sport professionistico.

L’atleta professionista non si deve più accontentare di non sentire il dolore rinunciando, per questo minimo risultato, a molte azioni e prestazioni della sua vita, ma recupera la sua efficienza fisica e ritrova la capacità di muoversi ed agire liberamente senza essere più costretto a dosare le forze per non farsi male.

Dopo mesi di esami e terapie Pato, il fantasista brasiliano del Milan, si è rifermato, dopo uno scontro in allenamento con Kevin Prince Boateng, per un nuovo problema all’adduttore sinistro. Non è la prima ricaduta del giocatore rossonero, così come di altri calciatori della massima serie. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Mastrodicasa, luminare italiano ed esperto di “fisioanalisi”. Proprio questa nuova frontiera della medicina, secondo Mastrodicasa, potrebbe rimettere a posto Pato e riconsegnare al top il giovane atleta ai tifosi rossoneri. Una interessante analisi anche per l’area medica del club, che, tra l’altro, ha già conosciuto Mastrodicasa nel 2008 sempre per attività nel settore della fisioanalisi.

Sempre lo stesso specialista ha curato prima dell’Europeo austro-svizzero, Gigi Buffon (portiere della Nazionale e della Juventus) per una ernia del disco che lo stava limitando nell’attività agonistica. 

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Marcel Vulpis

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