Sport&Fisco – Il calcio piace alla criminalità

In crescita nella stagione 2007-2008 di 220 milioni di euro, per un totale di 3,9 miliardi di euro, i ricavi delle prime venti squadre europee di calcio rappresentano un’industria fra le più fiorenti nell’Unione europea, oltre che un piatto appetitoso per le organizzazioni criminali. Secondo una ricerca Deloitte effettuata nel febbraio 2009, le squadre italiane di serie A hanno un valore di mercato di 1,34 miliardi di euro, secondo solo a quelle inglesi, 1,97 miliardi di euro. Regina dei team europei sarebbe il Real Madrid, seguito da Manchester United e FC Barcelona. Quanto al calcio italiano, la sua particolarità è che il 60% delle entrate deriva dai diritti tv e che il 57% delle uscite finisce in compensi per calciatori e tecnici. Con bilanci di fine anno spesso in rosso e, di conseguenza, una debolezza finanziaria che espone il settore al rischio infiltrazione da parte di soci poco raccomandabili. Ma è tutto il calcio a essere «infiltrabile», secondo il Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi), che coordina l’antiriciclaggio mondiale: mancanza di controlli adeguati, poca trasparenza delle transazioni, omertà diffusa pur di conservare l’immagine dell’insegna. In questo contesto, acquisizione di società in difficoltà, cessione di calciatori, scommesse, sfruttamento dei diritti di immagine e delle sponsorizzazioni sono le modalità classiche per celare capitali sporchi.

(rassegna stampa) – fonte: ITALIAOGGI7

Il giro d’affari delle più importanto Leghe calcio europee è un business fiorente, nonostante la crisi, e sta iniziando a interessare anche il mondo della criminalità organizzata. Lo rivela una recente indagine Deloitte ripresa dal magazine "ItaliaOggiSette".

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Marcel Vulpis

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