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Sport&Affari – Il calcio argentino indebitato con il Fisco

Julio Grondona, numero uno della Federcalcio nazionale, ha incontrato nei giorni scorsi Ricardo Echegaray, il responsabile dell’AFIP, organismo
che gestisce il fisco, che ha spiegato come i debiti dei club della massima serie con lo Stato hanno ormai raggiunto i 300 milioni di pesos, ovvero più di 50 milioni di euro. Se la situazione non si sblocca «sarà difficile dare avvio, tra dieci giorni, all’Apertura», ha precisato Grondona.

Ad essere indebitati con i propri giocatori ci sono 28 società argentine, tra le più prestigiose del Paese, a partire dal River Plate e Boca Juniors. Le società chiedono a loro volta un aumento dei diritti televisivi per le trasmissioni delle partite.
Nei giorni scorsi la federazione locale aveva già deciso di rinviare di 15 giorni l’inizio dei campionati di serie B e C, proprio perchè le squadre non stanno pagando gli stipendi ai giocatori.

La situazione del football argentino apre però delle opportunità in termini di calcio-mercato per il nostro Paese. Molti calciatori infatti potrebbero essere portati a lasciare l’Argentina per le difficoltà economiche dei loro club di appartenenza per cercare fortuna in Europa, a partire dall’Italia. 

A pochi giorni dalla prima giornata in programma per il campionato Aperturà (il football argentino è diviso in due parti: campionato di "apertura" e campionato di "clausura"), il calcio biancoceleste naviga in un mare di debiti che probabilmente bloccherà l’avvio del torneo.

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Marcel Vulpis

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