Sport e associazionismo in tilt di fronte alle nuove norme anti-pedofilia


“Dal prossimo 6 aprile sarà obbligatorio per i datori di lavoro richiedere preventivamente il certificato penale dei propri dipendenti e collaboratori (anche volontari) che, per svolgere la loro attività, abbiano contatti diretti e regolari con minori. La mancata richiesta è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000,00 a euro 15.000,00. Pertanto anche i soggetti del terzo settore (associazioni di promozione sociale, volontariato, culturali, onlus, associazioni e società sportive dilettantistiche) che svolgono attività rivolte ai minori tramite dipendenti e/o volontari dovranno rispettare questa prescrizione di legge. ASI ritiene che questa sia l’ennesima misura che, nata per un fine nobile quale lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, viene paracadutata dall’alto e rischia di penalizzare un mondo – quello dell’associazionismo – che già (soprav)vive tra mille difficoltà”. Lo dichiara su Facebook (sul profilo personale) Giacomo Labarbuta, vice-presidente dell’ASI ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, riprendendo un comunicato stampa a livello nazionale. 

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Marcel Vulpis

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