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Scontro DSA-CONI. Il futuro dello sport italiano passa per gli accorpamenti

(di Gianni Bondini)* Il Consiglio Nazionale del Coni si stava concludendo con gli ultimi interventi, quando, nel finale di bilancio, il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, ha dato fuoco alle polveri della polemica. E più di un Presidente era andato via. Dibattito importante, già dal titolo provvisorio “Accorpamento delle Discipline Associate e revisione dei contributi e del ruolo degli Enti di Promozione”.

Binaghi è una bella spalla di Malagò, che ha rilanciato: “Tra non molto il Padlle avrà più tesserati del tennis”. Concorda anche il capo del tennis e allora il presidente del Coni ha lanciato l’affondo: “Non è concepibile che il Canottaggio a Sedile Fisso sia una Disciplina associata e non faccia parte del Canottaggio Federale: nel prossimo quadriennio m’impegno a puntare sull’accorpamento delle Discipline Associate con le Federazioni di sport simili”.

Un navigatore accorto come Malagò si sbilancia così in periodo elettorale? Tranquilli, c’è molta logica in questa presunta follia. Perché il presidente del Coni, che potrebbe essere candidato unico a succedere a se stesso, godrebbe già di 45 voti dei presidenti federali. Qualcuno, improvvido, potrebbe ipotizzare il voto contrario del gran capo del nuoto, Paolo Barelli, ma sbaglierebbe perché il re delle piscine difende la sua immagine e gli interessi federali, ma negli equilibri olimpici sale sempre sul carro giusto.

E’ comprensibile la preoccupazione del rappresentante delle 19 Discipline Sportive Associate (DSA), Andrea Mancino, presidente del Biliardo. Una Disciplina difficilmente accorpabile, ma lo fa a difesa dei suoi colleghi, e basta un veloce esame per capire che, a parte il “sedile fisse” del Canottaggio, è veramente difficile attribuire al Coni il compito di continuare a dare soldi e servizi (sede, personale e tecnologie): al Bowling, che potrebbe starsene tranquillo con le Bocce; alla Kickboxing che è un costola del pugilato ; al Turismo Equestre che non si capisce perché non riporti la sua attività sulla Federazione che di Equestre ha tutto; all’American Football che in modo più violento è il Rugby col casco e le spalle imbottite; al Tiro Dinamico (cioè in movimento) perché non va al poligono col Tiro a Volo; alla Palla Tamburello che potrebbe scegliere fra Tennis e Tennistavolo; al Kung Fu e al Rafting che non si capisce proprio perché siano ancora a piede libero e non rispettivamente aggregate alla Fijlkam e alla Canoa. Al tirar delle somme sono 9 le Discipline a cui è stata data una incomprensibile autonomia (per la filosofia un uomo e un voto), che se reggeva con i miliardi del Totocalcio, non è più sopportabile dall’Erario.

Come è altrettanto incomprensibile che tra i “benmeriti” del Coni ci siano tre organizzazioni di Educazione Fisica, due sulla Droga e non si agisca per settori: ad esempio Azzurri, Medaglie d’Oro, Stelle al Merito e Veterani, tutti assieme. Ci sarebbe solo da risparmiare nel continuare lasciando i pensionati del Coni a fare i pensionati, perché le loro eventuali benemerenze sono coperte dalla pensione.

A fare pulizia come apripista c’è la Commissione Fabbricini che può cominciare a mettere a posto gli Enti di Promozione (non tutti). Meditate gente, meditate.

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