Ritiri calcistici: per il territorio del Trentino un impatto economico stimato intorno agli 11 milioni di euro.
(di Davide Pollastri) – Sono ben 11 le squadre professionistiche ad aver scelto il Trentino per i propri ritiri. I primi allenamenti e le amichevoli di queste realtà del nostro calcio rappresentano un volano economico per la Provincia autonoma governata da Maurizio Fugatti. L’impatto economico complessivo dei ritiri in Trentino si attesterebbe attorno agli 11 milioni di euro annui, una media prudenziale tra le ricadute stimate in 10 milioni nel 2017 e i dati più recenti che indicano valori superiori. Questo dato tiene conto anche della progressiva contrazione del fenomeno, con alcune squadre che scelgono di rinunciare ai ritiri tradizionali per privilegiare amichevoli e soggiorni all’estero, spesso più redditizi grazie agli accordi commerciali siglati con i principali sponsor
Calcio e Provincia autonoma di Trento. Un connubio che da oltre cinquant’anni poggia su un rapporto di reciproca utilità. Da un lato, la necessità per i club di prepararsi in un contesto climatico favorevole, con strutture sportive adeguate e alberghi di dimensioni contenute capaci di offrire servizi su misura a tecnici e giocatori. Dall’altro, una presenza che, già prima che il calcio assumesse l’attuale dimensione economica e mediatica, garantiva visibilità al territorio e generava ritorni economici diffusi.
La vera svolta è arrivata nel 2005, quando l’allora assessore al Turismo e allo Sport della Provincia autonoma di Trento, Tiziano Mellarini, propose alla giunta di investire con maggiore convinzione nel calcio, con l’obiettivo di contrastare la stagionalità delle presenze turistiche. Il via libera diede avvio a un progetto di promozione territoriale che, negli anni a venire, ha portato in Trentino club di prima fascia come Juventus, Bayern Monaco, Inter, Roma e, infine, il Napoli, legato da ormai quindici anni alla località di Dimaro Folgarida, in Val di Sole.

Proprio per il ritiro estivo del Napoli, nel 2024 il Comune di Dimaro Folgarida ha stanziato 220mila euro a favore dell’azienda di promozione turistica, come risulta dalla delibera comunale approvata a luglio. Il documento quantifica in 550.726 euro il costo complessivo dell’evento, coperto in parte con fondi pubblici. A fronte di entrate dirette stimate in circa 168mila euro, il valore dell’operazione viene ricondotto ai benefici indiretti in termini di visibilità mediatica, promozione turistica e ricadute economiche sul tessuto locale (secondo stime riferite al periodo 2014–2016, gli impatti economici ammontavano a circa 5,9 milioni di euro, sulla base delle presenze registrate in Val di Sole).
Per la preseason 2025-2026, ben undici squadre maschili appartenenti ai campionati di Serie A, B e C hanno scelto il Trentino per i propri ritiri estivi; sono Napoli, Genoa, Hellas Verona, Sassuolo, Catanzaro, Mantova, Cittadella, Vicenza, Arezzo, Trento e Virtus Verona. A queste si aggiungono tre formazioni femminili di Serie A, Roma, Como e Parma.
Ma la tradizione del ritiro estivo alle pendici delle Alpi, nata negli anni Sessanta, mostra oggi alcuni segnali di cedimento. Sono molte, infatti, le società che quest’anno hanno preferito concentrare la preparazione pre-campionato in sede (ad esempio, la Lazio, per 17 anni ospite di Auronzo di Cadore in provincia di Belluno, quest’anno ha scelto di restare a Formello). Le ragioni sono diverse: innanzitutto, all’inizio della preparazione — con il calciomercato ancora in corso e le ferie extra per i giocatori convocati in Nazionale o impiegati nel mondiale per club — gli organici sono spesso incompleti. Inoltre, alcune società sono impegnate in lunghe tournée all’estero per motivi di marketing.
Emblematico il caso della Juventus, che dal 2 al 9 agosto sosterrà il ritiro a Herzogenaurach, in Germania, nel quartier generale di Adidas, partner tecnico dal 2015 e recentemente protagonista di un rinnovo contrattuale da 408 milioni di euro, che estende l’accordo attualmente in scadenza nel 2027 fino al 2037.

