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Per Repubblica il presidente della Fir indagato dalla procura sportiva

Secondo quanto riferisce Repubblica.it (anche se sul sito della Federugby.it non vi è traccia del procedimento), il presidente della FIR (Alfredo Gavazzi neo eletto con oltre il 54% dei consensi) e i componenti del precedente consiglio federale, per far quadrare il bilancio, avrebbero violate una serie di norme (questa la tesi della procura sportiva). Alfredo Gavazzi insieme a dieci persone (Stefano Cantoni, Fabrizio Gaetaniello, Antonio Luisi, Michele Manzo Von Degerfeld Mauthe, Andrea Nicotra, Antonio Saccà, Paolo Vaccari, Susanna Vecchi, Maurizio Zaffiri), avrebbero ricevuto un avviso di fine indagini preliminari presentato dalla Procuratrice Nazionale, Maria Elena Castaldo (attivatasi dopo la denuncia di un dirigente del comitato siciliano).

Gli undici destinatari dell’Acip sarebbero indagati “per avere gestito alla stregua di ricavi e costi tipici della gestione federale le risorse finanziarie versate dalle società affiliate e destinate ad alimentare il Fondo di Solidarietà istituito nell’agosto Duemila per il sostegno economico a favore degli atleti tesserati vittime di gravi infortuni di gioco”, scrive il Procuratore. E ancora “Nella circostanza, di non aver garantito la trasparenza e l’autonomia di tale fondo rispetto alle componenti positive e negative dei bilanci della Federazione (…) reiterando tale condotta a partire dall’anno 2007 fino all’anno 2014 con bilancio approvato il 29 aprile 2015”.

Un’altra accusa sarebbe quella di “avere alterato e/o falsificato i documenti richiesti dal Collegio dei revisori dei conti e allo stesso tempo prodotti e nella specie i bilanci federali per gli anni dal 2007 al 2014, in particolare avendo alterato il risultato dell’esercizio includendo tra i componenti positivi di reddito i versamenti effettuati dalle società di cui sopra destinati ad alimentare il Fondo di solidarietà che per previsione regolamentare avrebbe dovuto essere autonomo rispetto al bilancio federale”.

Nei confronti di Gavazzi e dei consiglieri, sostiene sempre la Procura, c’è l’aggravante di aver commesso i fatti “con abuso dei poteri e violazione dei doveri derivanti o conseguenti dall’esercizio delle funzioni proprie dei colpevoli”, e di “aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità avendo alterato il risultato dell’esercizio includendo tra i componenti positivi di reddito i versamenti effettuati dalle società di cui sopra destinati ad alimentare il Fondo di solidarietà”.

La magistratura, sottolinea Repubblica.it, ha avvisato gli 11 “indagati”, che hanno la facoltà di nominare un difensore di fiducia, di chiedere copia degli atti del procedimento e di presentare memorie o chiedere di essere sentiti entro il prossimo 19 ottobre.

 

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