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PARDO (Mediaset): “LA COMUNICAZIONE SI E’ EVOLUTA MA TUTTI POSSONO INSULTARE SUI SOCIAL”

(di Daniele Bartocci) – E’ un Pierluigi Pardo (nella foto in primo piano) molto carico e ironico quello presente nel primo pomeriggio di ieri allo “Sport Digital Marketing Festival” di Riccione. Pardo ha fornito spunti interessanti alla nutrita platea del PalaCongressi di Riccione.

“Negli anni ’90, quando preparavo le partite non c’era Wikipedia, non c’era Internet – così Pierluigi Pardo (volto di Mediaset e conduttore di “Tiki Taka”) durante l’intervento di ieri allo Sport Digital Marketing Festival di Riccione – Una volta si dettava il pezzo, l’articolo giornalistico, al telefono a un signore che registrava e poi scriveva. Un tempo quando si preparavano le telecronache si leggevano i giornali; oggi è evidente che c’è stato un calo di copie enorme dei giornali cartacei. Questo perché è cresciuta l’offerta di modi e mezzi di comunicazione rispetto al passato. Anche se non compri il giornale è possibile trovare le notizie ovunque, soprattutto sui social network dove tutto vola. Il mondo così veloce porta con sé una maggiore quantità nel reperire informazioni ma nel contempo il rischio che non puoi verificare un fatto al 100%”.

Sul ruolo dell’inviato sportivo Pierluigi Pardo si è espresso così: “Molte informazioni oggi, all’inviato presente a bordocampo, vengono raccontate da persone che sono in redazione e che hanno maggior accesso immediato alle fonti. L’inviato può raccontare colori, atmosfera, quello sì. Ma è più probabile che trovi una notizia un soggetto presente in redazione piuttosto che una persona che sta lì a fare lo stand-up.

Sul pubblico sportivo: “Oggi il pubblico è diverso, commenta, condivide, interagisce e soprattutto insulta. Insulta molto e non è drammatica questa cosa qui. Fa parte delle regole del gioco, è una cosa fisiologica. In generale, è cambiato il modo di raccontare la partita ma non è cambiato il tifoso. Posso fare un esempio: pensiamo alla finale Champions Juventus-Barcellona. Forse c’era un rigore su Pogba. La Juve arrivava in finale da sfavorita, da underdog. Scrissi su Twitter ‘Grandisissima Finale. Il Barca ha vinto, la Juve non ha perso #atestaalta’. A distanza di anni ancora oggi qualcuno mi insulta. Lo dico in modo scherzoso ma questo fa capire di essere in un luogo del dibattito, dove ogni parola può essere travisata. Io non ho mai bloccato nessuno, non mi piace. Penso che sia sbagliato bloccare anche se sono consapevole di muovermi in un mondo dove tutti vogliono insultare.”.

Quindi un consiglio spassionato ai futuri giornalisti: “Il consiglio a chi vuole fare il giornalista è la passione e il divertimento. Questo consiglio non può cambiare negli anni. Un giornalista che non ha passione per me può andare a casa. Ricordiamo anche che il digitale ha creato nuove figure come i blogger e nuovi mercati”.

Anche Pierluigi Pardo utilizza i social network, anche se recentemente in maniera meno continuativa: “Attualmente uso i social come promozione per le cose che faccio. Devo anche dire che sono un tipo che detesto il confronto su cose inutili. Passare da amico di qualcuno o in difesa o meno di Wanda Nara non può fregarmene di meno.Instagram? Lo uso per cazzeggiare anche se lo utilizzo più di Twitter”.

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Redazione

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