Giorgio Petrosyan “maestro” di Arman Tsarukyan in chiave UFC.
Dopo “The Last Fight” ultimo match ufficiale di Giorgio Petrosyan (lo scorso 22 novembre 2025) chiusosi con la sua 111ima vittoria in carriera, “The Doctor” (nella foto in primo piano) è diventato un punto di riferimento assoluto per le giovani generazioni, oltre che per atleti “pro” interessati a migliorarsi soprattutto nelle tecniche di kickboxing di cui l’italo-armeno è, da sempre, il miglior interprete al mondo.
Negli ultimi mesi ad esempio ha viaggiato con il fratello Armen (co-organizzatore di Petrosyanmania) negli States, prima a Chicago, poi in diverse gym di Indianapolis dove ha tenuto stage e clinic. Poi di recente è volato in Armenia per supportare il 29enne Arman Nairii Tsarukyan artista marziale misto di alto profilo (combatte nell’élite della UFC). Dal 20 aprile 2019 gareggia nella divisione pesi leggeri dell’UFC con l’ambizione di diventare il n.1 assoluto (attualmente è il n.2).


Per questa ragione, sempre Giorgio Petrosyan, volerà a Miami, negli States, dove si allena il campione armeno (il suo score record parla da solo: 23 vittorie e appena 3 sconfitte) per affinarne la preparazione. Il prossimo 20 settembre 2026 affronterà (alla Crypto.com Arena di Los Angeles), nella serata della UFC #331, il 30enne brasiliano Mauricio Ruffy, un avversario molto pericoloso (oltre che in forte ascesa), che, al suo attivo, ha 14 vittorie e appena 2 sconfitte.

L’ex campione ONE Championship, Glory e K-1 aiuterà Tsarukyan nel potenziamento e coordinamento dei colpi con le gambe e i pugni (lo striking), di cui Petrosyan è sempre stato grande inteprete. La categoria dei pesi leggeri (155 libbre / 70,3 kg) è una delle più competitive della promozione e include diversi atleti di altissimo livello inseriti nelle prime posizioni del ranking. Tra questi il campione in carica statunitense (leader provvisorio della categoria) Justin Gaethje, uscito trionfatore dopo UFC Freedom #250 alla Casa Bianca (vincendo per TKO con l’ex campione in carica, il georgiano-spagnolo Ilia Topuria).

Dalla gloria sul ring alla costruzione del futuro: Giorgio Petrosyan tra UFC e Petrosyanmania
Questa “collaborazione” conferma la volontà di Giorgio Petrosyan di costruire una nuova vita professionale (al di fuori del ring), mettendo a disposizione di altri fighter (anche e soprattutto nelle MMA) l’esperienza maturata a livello internazionale, sull’onda di scontri epici che sono rimasti nella storia della kickboxing. Parallelamente a questa “direttrice” di lavoro, dove il campione italo-armeno sta ottenendo un riscontro molto positivo, sta sviluppando un progetto imprenditoriale innovativo curando in ogni minimo particolare le prossime edizioni di Petrosyanmania, punto di riferimento nei grandi eventi sportivi internazionali dedicati alla kickboxing.

Da qui l’idea, in occasione di ogni nuova edizione, di consegnare una serie di cinture (nelle diverse categorie di peso) a marchio Petrosyanmania. Una novità assoluta anche per le promotion di combat sports, che, fino ad oggi, si sono sempre appoggiate ad organizzazioni internazionali. Anche i fratelli Petrosyan, oggi sotto l’egida di Federkombat, sono collegati, ad esempio, alla WAKO (World Association of Kickboxing Organizations), ma l’elemento innovativo di questa nuova carriera, in campo imprenditoriale, di Giorgio Petrosyan, sta proprio (assieme al fratello Armen) nell’aver avuto l’intuizione di qualificare al massimo il brand Petrosyanmania dando allo stesso luce e vita propria.

Il prossimo appuntamento, con la fight card in fase di costruzione proprio in questi giorni, è previsto per sabato 07 novembre 2026 all’Allianz Cloud di Milano (previsto il patrocinio di Regione Lombardia), che, ancora una volta, ospita quella che sarà una vera e propria “Gold Edition” (i primi nomi stanno uscendo, con lanci teaser, sulla pagina Instagram della promotion lombarda), con tanti atleti affermati che si affronteranno per conquistare la cintura Petrosyanmania e tante giovani promesse che vi ambiscono in un prossimo futuro. I fratelli Petrosyan si confermano così organizzatori di eventi di livello top sul territorio nazionale (con diversi match di respiro internazionale).

