Nuovo Parlamento, ma adesso cosa succederà?

Dopo una campagna elettorale caratterizzata, come al solito, da polemiche, urla, parole, parole e ancora parole, ma neanche l’ombra di proposte concrete, tutti i principali schieramenti si sono presentati agli elettori e al Paese con ideee del tipo “tagliare di qua e dare di là”; in pratica ci stanno facendo capire che dopo un periodo di forte austerity è facile risanare il Paese.
Dov’erano tutte queste persone negli ultimi 10 anni?
La fine del Bel Paese verso cui si viaggia lentamente è testimoniata dalla mancanza di rinnovamento e di idee forti, capaci di innescare un processo di cambiamento e di far ripartire un paese gestito senza alcuna logica per un periodo di almeno 10 anni.
L’unica novità potrebbe essere rappresentata dal Movimento di Beppe Grillo che si caratterizza per avere preso una posizione nettamente in contrasto con un sistema immobile, ma che comunque presenta tanto populismo e troppe ovvietà, promuovendo una classe dirigente che, guardando all’Esempio di Parma, non ha prodotto molto.
Governare un paese non è semplice; uno stato è una macchina complessa, composta da tanti meccanismi ben coordinati (teoricamente) tra loro. La situazione attuale è bel lontana da questo idealtipo.
Tutto è fermo, tutto è vecchio.
Seguendo i programmi proposti, chi si presenta a governare non ha messo in evidenza questa situazione. Non si tratta di una semplice questione fiscale: bisogna capire cosa serve alle generazioni presenti e future e come siamo in grado di procurarlo.
Bisogna spiegare come si pensa di avere peso in Europa e lottare per evitare situazioni simili a quelle della Grecia.
La questione è semplice: non si possono imporre tagli alla spesa pubblica in un periodo di recessione. Il Governo tedesco, promotore di tale politica, farebbe bene a porsi una domanda: cosa sarebbe successo in altri sistemi, ad esempio negli USA, se fosse stata adottarta la medesima prospettiva?
Ecco come si è comportato Obama, per niente tedesco, per far sì che la crisi non degenerasse, uccidendo l’economia reale come in Europa:
Ha immesso più denaro nel sistema alzando il Deficit grazie alla FED;
Dall’altro lato ha innalzato il livello di Debito Pubblico per controllare l’economia
Così facendo, gli Stati Uniti, come del resto anche il Giappone, stanno ripartendo.
Non è concentrando l’attenzione su IMU e IRAP che aiuteremo il nostro sistema economico a riprendersi, ma un aiuto può pervenire solo da leadership forti, con una chiara visione globale della situazione reale, che cercheranno di dare un futuro di prosperità e speranza al Paese attraverso politiche sensate e mirate alla stabilità nel lungo periodo.
Rimango sconcertato dalle ultime dichiarazioni del Premier attuale: lui dice che la crisi è finita. Beh, ci dica qualche cosa in merito al tasso di disoccupazione, alla percentuale di chiusura delle imprese, al blocco dei consumi, ai contribuenti che non arrivano a fine mese.
Nessuno commenta, nessuno dice più di tanto. La situazione attuale non scaturisce da 13 mesi di gestione tecnica, ma è legata ad una classe dirigente che negli anni è andata avanti con negligenza e inefficenza, al punto da scatenare la nascita di un movimento dal basso come quello di Beppe Grillo.
Sembra una follia: un comico attraverso un blog ha creato il secondo partito italiano senza spendere un centesimo in campagna elettorare, facendo leva esclusivamente sulla frustazione dei cittadini verso un sistema intorpidito che viene riproposto sistematicamente come speranza di cambiamento.
La spinta maggiore al movimento è stata data dall’assoluta mancanza di umiltà della vecchia classe dirigente (vecchia in ogni senso…) che continua a riproporsi per guidare un paese in caduta libera a causa delle scelte effettuate in passato dalle stesse figure che rivendicano il loro posto al Governo. Non ho mai sentito nessuno ammettere: “E’ vero, abbiamo sbagliato”.
In tutti i paesi del Mondo può capitare che i leader sbaglino. Altrove, quello che fanno è andare via, consentendo alla politica di riformarsi, rigenerarsi ed adeguarsi ai nuovi bisogni della società.
In Italia questo non è avvenuto: i partiti cambiano, i personaggi in essi restano sempre gli stessi.
Cosa sperare e per chi sperare? Personalmente non mi sento particolarmente legato a nessuno di questi pretendenti poiché tutti legati al fallimento del Passato.
Tale fallimento oggi ci porta ad essere considerati un paese piccolo e marginale. Quello che però mi auguro, è che ci si allontani dalle prospettive illogiche che hanno caratterizzato l’ultimo decennio (tutti contro Berlusconi, tutti contro i “comunisti” etc etc). Pretendiamo risposte e proposte che concorrono esclusivamente al miglioramente del benessere nel nostro Paese.
Si apre una nuova legislatura per il nostro Paese: la 17ima. Un Parlamento fortemente rinnovato in entrambi i rami (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) sull’onda anche della vittoria elettorale del Movimento a 5 stelle. Ma cosa ci aspetta, soprattutto sotto il profilo economico? A questa domanda ha cercato di rispondere il portale dell’Associazione economisti di impresa (www.economia-impresa.info).

