Mestrina FC: la squadra di Mestre riparte dal territorio legandosi alla tifoseria e con progetti per famiglie e disoccupati

L’idea è sicuramente suggestiva, quale che sia la serie calcistica di appartenenza, e a dare maggiore credibilità, nel CdA del club è presente anche un rappresentante della fan base.
Nel frattempo, la tifoseria, chiamata a raccolta, tramite una pagina spontanea di Facebook, è scesa in campo per ripulire il vecchio stadio Baracca (piccolo impianto in stile calcio inglese). Ben 40 supporter hanno contribuito a ripulirlo (almeno dalle erbacce e dal lento degrado) in poche ore. Adesso toccherà alla squadra, legatasi al marchio bresciano di abbigliamento Cama football, che ha creduto subito nel progetto arancione. Venerdi scorso infine c’è stata la presentazione della squadra (affidata al mister Mauro Vecchiato), con più di 400 supporter in un torrido tardo pomeriggio di luglio. 
Riportare la città di Mestre nel calcio Pro, con una idea seria e condivisa tra i tifosi. Ripartiamo dal territorio, quindi, e da un legame più stretto con la fan base“. E’ questa la sintesi del progetto della “Mestrina FC 1929“, che parte dall’Eccellenza, come sottolineato da Giorgio Betrò (attuale Direttore generale del club veneto) all’agenzia Sporteconomy.it. 
Il tutto nasce dall’intuizione di un imprenditore locale (il costruttore locale Ignazio Guerra) e dal supporto gestionale dello stesso Betrò, già direttore marketing del Venezia calcio per diverse stagioni. 
“Diversi tifosi non si riconoscono nell’attuale Venezia calcio (attualmente di proprietà di un magnate russo, nda) e i mestrini da 10 anni erano ormai orfani della loro squadra del cuore. Da qui l’idea di rifare la storica squadra di Mestre partendo proprio dall’Eccellenza. Tra le iniziative che abbiamo studiato per la tifoseria c’è l’abbonamento “Family” (paga solo il padre o un genitore) e l’ingresso gratuito per  i disoccupati…Visto che il calcio è lo sport popolare per eccellenza, abbiamo voluto regalare a chi ha già grossi problemi di lavoro, e magari è a casa perché non ce l’ha, due ore di svago e di divertimento“.
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Marcel Vulpis

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