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Interrogazione parlamente di Butti (FdI) sullo stop alla pubblicità e sponsorizzazioni nel mondo dello Sport

Sta per essere depositato, questa mattina, un’interrogazione parlamentare, che parte da un’attenta analisi portata avanti dall’agenzia Sporteconomy sui potenziali mancati ricavi da sponsorship e pubblicità nel mondo del calcio/sport (quantificati in oltre 35 milioni di euro, solo considerando il mercato del pallone), collegati allo stop imposto da questo Governo, attraverso l’art. 9 del Decreto Dignità, all’industria del gioco. L’analisi in esame ha portato l’on. Alessio Bussi (Fratelli d’Italia – nella foto in primo piano) a scrivere una interrogazione parlamentare. L’agenzia Sporteconomy presenta in anteprima e in esclusiva il testo in oggetto.

Di seguito il testo della interrogazione parlamentare presentata dall’on. Alessio Butti (Fratelli d’Italia):

Dal 14 luglio scorso le società sportive non possono più offrire spazi pubblicitari ad aziende di scommesse sportive.
L’articolo 9 della Legge 96/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità di giochi o scommesse.
Gli effetti della legge comportano un taglio netto di 35 milioni di Euro solo per la Serie A di Calcio, e quantomeno di altrettanti milioni se si considerano le altre discipline sportive (fonte Sporteconomy.it)
Il Servizio Bilancio del Senato ha quantificato in circa 550 milioni di € la perdita prevista di gettito dai giochi nel triennio 2019/2021.
Secondo le stime del MEF si conferma che, a regime, negli anni 2020/2021 il minor gettito sarà stabile a 150 milioni di euro.

– come pensa il Governo di indennizzare il sistema sport e il sistema televisivo / media da perdita stimata rispettivamente in 70 e 100-150 milioni di euro?

2 – Se non ritenga il Governo vista la criticità del momento economico del Paese consentire una proroga per un’altra stagione sportiva (fino al 31 maggio 2020) per consentire ai club di calcio e alle altre leghe e alle societa sportive delle altre discipline sportive di poter introitare nuovamente ricavi utili per i progetti sportivi anche attraverso la sottoscrizione di contratti di sponsorship con il mondo del betting, e attraverso una diversa regolamentazione delle scommesse sportive (la cui titolarità spetta proprio al mondo dello sport), semmai veicolando parte di questi maggiori importi alle infrastrutture, ai giovani, alla formazione, alla lotta alle scommesse clandestine e alla ludopatia.

3.Come il Governo ritenga possibile che, da un lato, le aziende del gioco lecito debbano rispettare tutte le norme previste dal contratto di concessione, inclusa quella della pubblicita e promozione con la finalità di distinguersi da gioco irregolare e illegale e, dall’altro, lo stesso Stato vieta alle aziende del betting di fare pubblicità’

4 per quale motivo il legislatore, nel caso specifico dell’art 9 del Decreto Dignità, non abbia inteso armonizzare le due norme arrivando a generare una palese violazione di legge e un limite alla libertà di impresa.

5. Per quale motivo il governo non abbia ancora aperto il tavolo per una rivisitazione della regolamentazione, nonostante l’impegno espresso nello stesso articolo 9.

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Redazione

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