Il successo economico dei Giochi del Mediterraneo: il turismo decolla, ma le imprese attendono il verdetto.
Da una parte l’overtourism e l’equilibrio finanziario incoronano la rassegna ionica, dall’altra l’indagine di Casartigiani intende quantificare il reale guadagno delle attività locali e tutelare l’eredità degli impianti
(con il contributo di Ciro Carta) – La XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, attualmente in svolgimento, si avvicina alla meta finale (la cerimonia conclusiva è prevista allo Iacovone per la sera del 3 settembre) confermandosi come vero e proprio driver di crescita economica per la regione Puglia. La rassegna, alla quale hanno preso parte finora 4mila atleti provenienti da 26 Nazioni, oltre a 3.000 volontari e 600 giornalisti accreditati, ha attirato l’attenzione di un settore – quello del turismo sportivo nazionale – che genera oltre 12 miliardi di euro. Il tutto è stato reso possibile grazie soprattutto ai 350 milioni di euro messi a disposizione dal Governo tra infrastrutture e organizzazione.
La data della cerimonia di chiusura, ovvero il 3 settembre, è ormai imminente, ma è possibile già tracciare un primo bilancio della manifestazione: in concomitanza con la fase agonistica dell’evento l’overtourism regionale ha raggiunto il 56,7% (+6,9% rispetto al 2025) a seguito dei grandi flussi internazionali. A tal proposito, il porto di Taranto ha fornito un notevole contributo alla pianificazione strutturale, divenuto ormai il fulcro del turismo crocieristico con i 126 mila passeggeri registrati durante l’annata appena trascorsa.
La fondatezza e affidabilità dell’incidenza economica dei Giochi risiede nel piano infrastrutturale da 275 milioni di euro, frutto di stanziamenti statali diretti e promosso dal commissario straordinario Massimo Ferrarese. Grazie a questo finanziamento, sono stati realizzati e ammodernati 45 poli sportivi distribuiti in 21 Comuni, con prove tenutesi anche nelle province di Bari, Brindisi e Lecce. Ciò ha consentito di approvare il pareggio di bilancio senza costi aggiuntivi o ritardi sulla consegna dei cantieri principali, come lo stadio “Erasmo Iacovone”.
Se, da una parte, la filiera turistica e il volume esteso dei visitatori hanno garantito risultati proficui, occorre ancora capire quanto le piccole e medie imprese locali abbiano tratto giovamento dall’evento. Per questo motivo, l’associazione Casartigiani ha indetto uno screening ad ampio spettro rivolto alle aziende territoriali dell’artigianato, del commercio, dei servizi e della ristorazione.
Il sondaggio servirà per ricavare parametri certi sull’impatto economico e organizzativo dei Giochi del Mediterraneo, allo scopo di non basarsi esclusivamente sulle percezioni individuali (tra chi ha beneficiato di un aumento di clienti e chi, invece, ha subìto disagi o costi extra).
Pertanto, mediante le evidenze empiriche dell’indagine, l’associazione potrà valutare come l’investimento per il torneo abbia generato fatturato concreto per l’apparato industriale della città, oltre ad avanzare proposte operative a Comune, Regione e Comitato per ottimizzare reti di collegamento e coinvolgimento delle PMI in occasione dei prossimi grandi eventi.
Una volta che il braciere olimpico si sarà spento, Taranto e l’intera Regione dovranno focalizzarsi sulla gestione del dopo evento. Il Ministro dello Sport Andrea Abodi, ha dichiarato che l’intento delle istituzioni nel consolidare la continuità post-Giochi, dovrà essere quello di assicurare la salvaguardia dei 45 impianti rinnovati, affinché diventino un patrimonio culturale dei Comuni e garantiscano socialità, inclusione e pratica sportiva quotidiana per i cittadini.

