Governo vara decreto su norme anti-violenza negli stadi

L’obiettivo del decreto contro la violenza negli stadiè quello di restituire il pallone agli italiani” perché “lo Stato ha perso definitivamente la pazienza con chi vuole rovinare il calcio“. Lo ha detto il ministro degli Interni, Angelino Alfano, presentando in conferenza stampa a Palazzo Chigi il decreto contro le violenze negli stadi approvato dal Cdm.

Le principali novità sono: – in materia di Daspo (il divieto di accedere alle manifestazioni sportive) si prevede che possa essere applicato anche nei confronti dei soggetti che risultano condannati o denunciati non solo per i reati da stadio, ma anche per tutti i delitti contro l’ordine pubblico, nonché per i delitti di comune pericolo mediante violenza. Infine, vengono rivisti i termini di durata del Daspo, stabilendo che la durata minima di tale divieto è di tre anni, mentre il provvedimento inibitorio ha una durata da un minimo di cinque ad un massimo di otto anni per quei soggetti che sono già stati destinatari di una analoga misura;

– In tema di striscioni negli stadi potranno essere puniti con DASPO anche coloro che introducano negli impianti sportivi, non solo cartelli e striscioni, ma anche altre scritte o immagini che incitino alla violenza.

– Il divieto di trasferta può essere disposto, in caso di gravi episodi di violenza, dal ministro dell’Interno, attraverso la chiusura del settore ospiti degli impianti sportivi in cui si svolgono gli incontri di calcio individuati in relazione al pericolo di turbativa dell’ordine pubblico.

– L’arresto in flagranza differita può essere applicato anche nei confronti del reato di istigazione alla discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Vengono semplificate le procedure amministrative di rilascio dei titoli abilitativi necessari per l’esecuzione di interventi che sono finalizzati ad implementare negli impianti sportivi standard di sicurezza più elevati, in attuazione anche delle indicazioni emanate dagli organismi sportivi, pure di livello internazionale.

– In tema di frodi nelle competizioni sportive viene aumentata la reclusione fino a sei anni (era al massimo un anno) e la multa fino a 4.000 euro (erano, al massimo, 1.032 euro) per chiunque offra o prometta denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzate da enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione. Se il risultato della competizione è influente ai fini dello svolgimento di concorsi, pronostici e scommesse regolarmente esercitati, la pena della reclusione è aumentata fino a tre anni e una multa che sale fino a 100.000 mila euro (prima, al massimo, erano 25.822 euro).

Il Governo Renzi ha deciso di intervenire per porre un freno alle sempre più crescenti violenze negli stadi, soprattutto sull’onda emotiva della morte di Ciro Esposito, tifoso dell’ESC Napoli. 

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Marcel Vulpis

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