Governo – Berlusconi non accetta la tregua, oggi la “fine� di Fini

Polemiche quotidiane lasciate spesso ad uomini di “fiducia” del Presidente della Camera che hanno messo a rischio la tenuta del PdL in più di una occasione arrivando anche a mettere in chiaro che Berlusconi, indagato, deve dimettersi dalle cariche: se vale per Verdini e Cosentino, perché no per Berlusconi? E’ stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso già stracolmo di incomprensioni tra i due ex alleati. La conta dei fedelissimi è sfavorevole a Fini, che puntava con i suoi 35 deputati e 20 senatori a diventare indispensabile considerando le tante assenze di Deputati e Senatori in Aula causa impegni di Governo e missioni.Ma a seguire alla fine, Fini, saranno in pochi, soprattutto se come sembra la Direzione del PdL dovesse mettere il Presidente della Camera con le spalle al muro.  Fini doveva capire subito dall’atteggiamento dei suoi colonnelli che la strada seguita non era quella che la base voleva. Tutti gli ormai ex uomini del Presidente lo avevano lasciato. E’ stato chiaro prima la Russa, poi Alemanno, Matteoli e tutti i dirigenti provenienti da AN: Berlusconi non si discute, è lui il leader, siamo dentro il PdL e lavoriamo per rafforzarlo nella nostra autonomia ma senza polemiche ogni giorno che minino il partito, la maggioranza, l’alleanza con la Lega ed il Governo. Stasera forse si deciderà sulla sorte di Fini, per il momento a stare alla porta è Casini, che con il suo atteggiamento di attesa, ma mai polemico fine a se stesso, è pronto ad un ritorno di fiamma con il Cavaliere. In fondo tra i due le relazioni personali non si sono mai interrotte. Berlusconi ha sempre parlato bene di Casini e viceversa, accettando il reciproco ruolo di governo-opposizione , che però sembra ormai destinato a mutare. Se Casini non chiederà la crisi ed un nuovo esecutivo, il prossimo rimpasto del Governo è pronto per accoglierlo, o perché no rivederlo sullo scranno più alto di Montecitorio, al posto di uno sconsolato Fini, che resterebbe a questo punto solo ed isolato, almeno per il momento.di Massimo Lucchese.              Una dichiarazione che è sembrata a molti una resa, quella che compare sul Il Foglio in una intervista rilasciata da Gianfranco Fini. Una dichiarazione che appare tardiva e che segue i troppi distinguo all’interno del partito.

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Marcel Vulpis

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