Serie A - Serie B

Fiorentino (Unicredit) su monte-ingaggi e nuovo stadio

Di seguito i due virgolettati del manager UC:


GLI OBIETTIVI DELLA ROMA –  «Già quest’anno sarebbe importante riconquistare la ribalta europea. La Champions League rappresenterebbe una sitazione ottimale, non solo dal punto di vista sportivo. Penso che siamo sulla strada giusta, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, su tutti i fronti».

LA QUESTIONE STADIO – «Purtroppo in Italia l’iter iniziato per garantire una nuova legge in tal senso si è arenato, non ci sono più tracce e notizie e apprezzabili. E’ indubbio che anche questo fattore sarebbe un valore aggiunto eccellente».

Riguardo gli obiettivi della Roma appare abbastanza chiaro che non c’è certezza di raggiungere quest’anno il traguardo della Champions League.

E alla luce della sconfitta per 2-3 in casa con il Bologna domenica pomeriggio questi dubbi permangono, perchè il c.t. boemo della Roma è un ottimo tecnico, ma ad oggi non ha mai vinto grandi trofei nazionali/internazionali. Servirebbe una guida di maggior spessore capace di valorizzare al meglio la “rosa” dell’A.s. Roma. Fiorentino parla di minori ingaggi, invece è l’esatto contrario. La rosa giallorossa è al 4° posto per valore e supera abbondantemente i 90 milioni di euro, in crescita anche rispetto alla scorsa stagione. 

Quanto poi al discorso stadio il manager Unicredit appare molto titubante sul discorso stadio, nonostante quanto appare anche sullo stesso giornale (Il Corriere dello Sport) con altre “firme”. Evidentemente non c’è coordinamento 

nella gestione delle fonti, perchè altri colleghi di Fedele parlano di affare fatto, mentre per Unicredit la legge sugli stadi si sarebbe “arenata”. Insomma c’è un pò di confusione. 

Nei giorni scorsi il Corriere dello Sport (a firma di Furio Fedele) ha intervistato Paolo Fiorentino, top manager di Unicredit e uomo di front-office nel rapporto con la cordata americana co-proprietaria della A.s. Roma. Ci hanno colpito due passaggi del servizio, stranamente inseriti alla fine. 

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Marcel Vulpis

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