Elezioni – La FIGC pronta ad entrare nella “new era” Malagò.
Un passaggio assolutamente cruciale per il futuro del calcio italiano. Oggi, a partire dalle ore 11, il Rome Cavalieri Waldorf Astoria ospiterà l’assemblea elettiva della FIGC chiamata a scegliere il successore di Gabriele Gravina, al termine di un mandato segnato dalla profonda crisi della Nazionale e culminato con la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali. La seduta sarà trasmessa in diretta sul portale “Vivo Azzurro TV” a partire dalle 12.
A contendersi la guida della Federazione saranno Giovanni Malagò (nella foto in primo piano in una immagine di archivio) e Giancarlo Abete. L’ex presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina 2026 arriva all’appuntamento da favorito, forte anche del recente pronunciamento dell’Autorità nazionale anticorruzione, che ha escluso profili di ineleggibilità legati alla normativa sul cosiddetto “pantouflage” (come richiesto dal ministro dello Sport Andrea Abodi non solo all’ANAC ma anche al CONI).
Saranno 273 i delegati chiamati al voto, per un totale di 516 preferenze “ponderate” distribuite tra le diverse componenti del movimento calcistico (sono ben 6 ad eccezione degli arbitri che non sono più parte integrante della FIGC). Malagò può contare sul sostegno della Lega Serie A, della Lega Serie B, dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio e dell’Associazione Italiana Calciatori.
Abete, invece, punta soprattutto sul peso determinante della Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta circa il 34% dei voti assembleari, e su una piattaforma programmatica incentrata sulle riforme strutturali del sistema. Un dato interessante sarà capire se l’attuale presidente della Lega Dilettanti riuscirà a mantenere granitico questo blocco di voti o se invece come sostengono alcuni addetti ai lavori perderà voti anche al suo interno.
Sulla Lega Pro, non c’è stata una dichiarazione netta a favore di Malagò (anche se molti presidenti voteranno segretamente nell’urna a favore del candidato Malagò come risulta a questa agenzia).
Nelle ultime settimane proprio quest’ultima ha espresso forti perplessità sul provvedimento governativo che ha destinato l’1% della mutualità derivante dai diritti televisivi, finora riservata ai settori giovanili, allo sviluppo della Serie A femminile. Una posizione quella del vicepresidente vicario Gianfranco Zola (mentre il presidente Matteo Marani non ha rilasciato dichiarazioni nette di voto a favore di Giovanni Malagò) che potrebbe influire sugli equilibri dell’assemblea e favorire Malagò nella corsa alla maggioranza assoluta necessaria per l’elezione già al primo scrutinio (superiore al 70 per cento). Sicuramente Giancarlo Abete, per la sua storia di lungo corso, prima come presidente della stessa FIGC e in generale come dirigente sportivo, potrà provare a recuperare voti in alcune componenti come la Lega Pro ma deve prima difendere il “fortino” della Lega Dilettanti per pesare successivamente in consiglio federale post voto.
Nel programma dell’ex numero uno del Coni trovano spazio una profonda riorganizzazione del sistema calcio e una serie di interventi finalizzati a rilanciare la competitività delle Nazionali. Tra le proposte figurano misure per la sostenibilità economica dei club, un confronto con il Governo sul superamento dell’Irap, l’introduzione di nuove quote legate al settore delle scommesse, un piano straordinario per la modernizzazione degli impianti sportivi e una maggiore autonomia dell’Associazione Italiana Arbitri.

