EICMA 2026, dalle novità di mercato alla MotoGP: quando la storia delle corse diventa valore.
A Milano 2.142 marchi da 52 Paesi. Due giornate per stampa e operatori anticipano l’apertura al pubblico del 5 novembre. Con Speed Legends, EICMA mette in dialogo industria, competizioni e patrimonio sportivo.
(di Camilla Taviti) – Dieci padiglioni, 765 espositori, 2.142 marchi e una presenza internazionale pari al 74%. L’83ª edizione di EICMA, a Fiera Milano Rho fino all’8 novembre, conferma la propria dimensione industriale prima ancora che spettacolare. Il 3 e 4 novembre stampa e operatori hanno seguito anteprime e incontri commerciali. Da domani il Salone apre al grande pubblico, dopo un’edizione 2025 che aveva superato le 600mila presenze.
Con espositori da 52 Paesi, EICMA è una piattaforma per costruttori, componentistica e distribuzione, oltre che uno specchio del mercato.
Un’industria a due velocità
In Italia, secondo ANCMA, nei primi dieci mesi del 2026 il mercato delle due ruote a motore è cresciuto del 10,53%. Ma il dato aggregato nasconde dinamiche diverse: a ottobre gli scooter hanno guadagnato il 10,80%, mentre le motociclette hanno ceduto l’1,27%. Mobilità quotidiana e moto ad alte prestazioni seguono traiettorie diverse.
Le anteprime milanesi lo confermano. Honda ha mostrato la V3R 900 E-Compressor, Ducati nuove declinazioni della propria gamma sportiva e Suzuki modelli destinati a rinnovarne l’offerta. Accanto alle sportive, spazio a scooter e mobilità urbana. La sfida commerciale non è una sola: intercettare esigenze di mobilità e, allo stesso tempo, difendere il valore distintivo dei marchi.
MotoGP, sport e industria dei contenuti
Qui entra in gioco il motorsport. Secondo i dati 2025 diffusi da Liberty Media, la MotoGP ha generato 573 milioni di dollari di ricavi, il 14% in più su base pro forma rispetto all’anno precedente. Le sponsorizzazioni commercializzate dall’organizzatore rappresentano circa il 12,7% del totale: un dato che non comprende automaticamente gli accordi autonomi di team e piloti.
Un’industria di diritti media, Gran Premi, hospitality e partnership, oltre che di corse. Per i costruttori, investire nelle competizioni significa associarsi a tecnologia, prestazioni e reputazione internazionale. Ma il prestigio sportivo non equivale automaticamente a un risultato commerciale: il passaggio dalla pista al mercato deve essere costruito.
Speed Legends: la memoria come asset
È questa la chiave per leggere Speed Legends, la mostra visitabile al padiglione 22, inaugurata il 3 novembre e realizzata da EICMA con MotoGP, il patrocinio FIM e il sostegno di ICE-Agenzia. In oltre 1.400 metri quadrati, 32 motociclette ripercorrono più di settant’anni della classe regina.
Camminando tra la AJS Porcupine del 1949, le MV Agusta di Agostini, le Yamaha di Valentino Rossi e la Ducati di Bagnaia, si attraversa anche la storia della riconoscibilità dei costruttori. Quelle moto non raccontano soltanto titoli mondiali: spiegano come ricerca tecnica, campioni e vittorie abbiano contribuito a formare identità di marca che sopravvivono alle singole stagioni sportive.
A chiudere il percorso è l’Aprilia RS-GP26, prima del passaggio alle 850 cc previsto dal regolamento MotoGP 2027. La mostra non è quindi un esercizio di nostalgia: mette in scena la continuità tra eredità sportiva e ricerca del futuro.
La collaborazione EICMA–MotoGP si estende anche a gaming, simulatori ed esperienze legate ai Gran Premi di Mugello e Misano 2027. È il segno di una competizione che cerca pubblico e valore anche lontano dalla pista.
Da domani i padiglioni accoglieranno gli appassionati. Per l’industria, però, la domanda va oltre l’affluenza: quanto del capitale simbolico accumulato nelle corse può trasformarsi in innovazione, differenziazione e vendite in un mercato che cambia? È su questa capacità, più che sul richiamo della nostalgia, che si misurerà il rendimento economico della tradizione sportiva.

