Editoriale – J’accuse Agnelli: la FIGC è la casa degli italiani, non si tocca
“Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva – ha dichiarato il numero juventino – continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale…Per molto tempo e con grande senso di responsabilità la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati. Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo e’ paradossale e non puo’ essere accettato”. E ancora: “La decisione di ieri della Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC – si legge sul portale – che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento gia’ ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, e’ la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Rilevo nuovamente l’incapacita’ di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello.
Credo che al di là della durezza dei termini espressi, da un po’ di tempo, tra FIGC e Juventus ci sia una distanza incolmabile. Non passa giorno che il numero uno bianconero non stigmatizzi questo o quel comportamento in termini di giustizia sportiva. Prima di queste dichiarazioni, per esempio, Andrea Agnelli aveva dichiarato di non voler riconoscere la “matematica” della FIGC. Per la Juve infatti il numero degli scudetti è 30, per la FIGC è 28 e così anche per l’almanacco del calcio italiano, Qualcuno dovrebbe dire al presidente della Juventus però che non si puo’ continuare così, perchè le bordate date alla Federcalcio, giorno dopo giorno, rischiano di destabilizzare (se già non lo fosse) il sistema nel suo complesso. Non si può parlare di sistema “dittatoriale” e poi però aderire al campionato italiano. Agnelli mi permetta la “provocazione”: o riesce a certificare questo sistema dittatoriale o per la prossima stagione chieda l’iscrizione alla Premier league, impacchetti la squadra e la porti a giocare all’estero. Se non c’è rispetto per la FIGC, che rappresenta la casa degli italiani, l’unico campionato possibile è fuori dall’Italia. Il buon senso dovrebbe far capire ad Agnelli che le “rivoluzioni” necessitano di tempo per essere attuate, ma con le parole non è mai cambiato nulla, anzi. Dalle parole dovrebbe passare ai fatti. Altrimenti rischia di fare la fine della favola del “al lupo, al lupo…”.
E’ crisi tra FIGC e Juventus F.C.. Un sistema “dittatoriale”, del tutto “non adeguato”, “paradossale” e “inaccettabile”. Con queste parole il presidente della Juventus Andrea Agnelli, dopo la richiesta del procuratore Palazzi di 15 mesi di squalifica per l’allenatore Antonio Conte nell’ambito del processo di Calcioscommesse.

