Serie A - Serie B

Editoriale – Calciomercato fiacco e senza colpi…


E’ questa la fotografia del mercato di gennaio, che conferma la difficoltà del calcio italiano di spendere soldi per acquistare i pochi campioni presenti sui mercati internazionali. In casa delle cosiddette grandi c’è un po’ di delusione. Il Milan voleva Carlitos Teves (la penale da 12 milioni di euro non ha facilitato l’arrivo dell’argentino a Milanello) e ha dirottato le scelte su Maxi Lopez e Muntari; la Juve voleva Guarin, e, invece, ha visto arrivare Caceres (un ritorno tra l’altro per il calciatore uruguaiano) e Padoin. La S.s. Lazio puntava sul giapponese Honda (in forza al CSKA Mosca) e ha preso Candreva. L’inter voleva Lucas e ha scelto invece Guarin e Palombo, vendendo Thiago Motta. Ovviamente tutto in prestito, senza mettere ancora una volta mano al porafoglio. Alla fine nessun club tricolore ha centrato gli obiettivi di mercato. L’As. Roma è probabilmente il club che si è mosso meglio: ha venduto Boriello (un giocatore sin da inizio stagione poco strategico per Luis Enrique e al suo gioco) e Pizarro (prestito all’estero), si è preso l’altra metà di Borini, il giovane Nico Lopez e l’oggetto misterioso Marquinho (in prestito dal Fluminense).

Per quanto riguarda il mercato in uscita, la Juventus esce vincente: via Amauri (ormai diventato un problema), Luca Toni (finisce in un club emiratino), Iaquinta e Motta, oltre a Pazienza. Sul mercato in entrata, i colpi più costosi sono stati Vargas (11) e Caceres (9.5). Claudio Lotito, convinto di avere in pugno Honda, si è liberato di Cissè (in volo per il QPR) ma non è riuscito a rimpiazzarlo. Si può consolare però con Candreva, seguito da mezza serie A. Si è mossa bene invece la Fiorentina, con Amauri ed Olivera a migliorare la rosa. Delle pericolanti, bene il Cesena, più forte dopo l’arrivo di Santana e Iaquinta. Da ricordare infine la cessione “eccellente” di Thiago Motta (al PSG per 10mln), dichiarato incedibile da Claudio Ranieri, appena una settimana fa. Ma si sa il calcio è la terra di “tutto e il contrario di tutto”. 

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Marcel Vulpis

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