Dalla Val di Sole a Taranto, la “firma” di Gravity Media Italy sui grandi eventi dello sport internazionale.
Due eventi internazionali, due scenari completamente diversi, una stessa firma produttiva. In questi giorni Gravity Media Italy è impegnata contemporaneamente nella produzione televisiva dei Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike in Val di Sole-Trentino (26-30 agosto) e dei XX Giochi del Mediterraneo in Puglia (21 agosto-03 settembre). Dalla complessità di una gara nel “cuore” della montagna alla gestione di diverse discipline distribuite sul territorio, una fotografia della capacità italiana di produrre grandi eventi sportivi per il pubblico internazionale.
C’è un modo particolarmente efficace per misurare la dimensione raggiunta oggi dalla produzione televisiva sportiva: guardare non soltanto agli eventi che arrivano sugli schermi, ma a ciò che accade dietro le immagini. In questi giorni basta idealmente tracciare una linea sulla cartina d’Italia, dalla Val di Sole a Taranto, per incontrare due delle più impegnative produzioni sportive attualmente in corso nel Paese. A Daolasa di Commezzadura, in Trentino, hanno preso il via oggi, 26 agosto, i Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike, che proseguiranno fino al 30 agosto.
In Puglia sono invece in corso i XX Giochi del Mediterraneo, aperti il 21 agosto (all’interno del rinnovato stadio Erasmo Iacovone alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella) e in programma fino al 3 settembre prossimo.
A unire i due appuntamenti c’è un elemento tutt’altro che secondario: la “firma” produttiva di Gravity Media Italy, chiamata a gestire la produzione broadcast di entrambi gli eventi. È soprattutto la contemporaneità dei due impegni a raccontare la dimensione del progetto. Non si tratta infatti di applicare lo stesso modello produttivo a due manifestazioni sportive, ma di mettere in campo competenze, mezzi e organizzazioni profondamente differenti a seconda del contesto di riferimento.
In Trentino la televisione deve adattarsi alla montagna rispettandone l’ecosistema. In Puglia deve moltiplicarsi tra discipline e venue. In entrambi i casi Gravity Media Italy è chiamata a costruire la macchina che permette allo spettacolo sportivo di diventare un prodotto televisivo internazionale.

La firma sulla montagna
Il debutto di Gravity Media Italy nella produzione dei Mondiali UCI di Mountain Bike in Val di Sole rappresenta una sfida particolarmente significativa proprio per le caratteristiche del territorio. Daolasa di Commezzadura e i percorsi della Val di Sole-Trentino non offrono una struttura televisiva preconfezionata. A differenza di uno stadio o di un impianto permanente, qui la produzione deve seguire gli atleti lungo percorsi che attraversano boschi e aree montane, portando con sé tutto ciò che serve per realizzare la diretta.
La firma produttiva di Gravity Media Italy si traduce quindi, prima ancora che nelle immagini, nella costruzione dell’infrastruttura necessaria a realizzarle. La crew sarà composta da circa 14 professionisti e avrà a disposizione l’OB Van “Nova 150”. Ma il dato che forse più di ogni altro restituisce la complessità dell’operazione è quello dei collegamenti: circa 30 chilometri di cavi, tra infrastrutture in fibra ottica e sistemi di conversione del segnale, dovranno attraversare il territorio dell’evento. È una vera e propria rete televisiva temporanea costruita per i Mondiali. Ogni infrastruttura viene infatti installata appositamente per la manifestazione, in coordinamento con gli organizzatori di Grandi Eventi Val di Sole. E anche la logistica diventa parte della produzione: le attrezzature devono essere trasportate lungo i tratti boschivi attraverso pick-up appositamente allestiti, mentre l’assenza di strutture permanenti e l’impossibilità di utilizzare elicotteri rendono ogni spostamento un elemento da pianificare con precisione. A complicare ulteriormente il lavoro c’è la montagna stessa, con condizioni meteorologiche che possono cambiare rapidamente e richiedere interventi tempestivi da parte della squadra tecnica.
Non una sola gara, ma un intero Mondiale
La produzione dovrà inoltre adattarsi a discipline televisivamente molto diverse. Il calendario dei Mondiali si apre con E-Mountain Bike Cross-country e Team Relay, prosegue con Short Track e prove Juniores di Cross-country, entra nel vivo con le qualifiche del Downhill sulla Black Snake e con il Four Cross Pro Tour e arriva al fine settimana con Downhill e Cross Country olimpico Elite e Under 23. Downhill, Cross-country e Short Track hanno dinamiche, percorsi e modalità di racconto differenti. Per una società di produzione significa adattare il dispositivo televisivo alla competizione, e non semplicemente spostare una telecamera da un punto all’altro.
È qui che la “firma” di Gravity Media Italy assume un significato concreto: progettare una produzione in grado di seguire lo sport nella sua specificità, garantendo contemporaneamente la qualità e la continuità del segnale destinato ai broadcaster internazionali.

La seconda firma: i Giochi del Mediterraneo
Se la Val di Sole rappresenta la sfida della produzione in ambiente outdoor, i Giochi del Mediterraneo rappresentano invece quella della presenza in più location per rendere attrattivi diverse discipline sportive.
Taranto 2026 coinvolge 26 nazioni, 3.858 atleti e 33 discipline sportive, distribuite tra Taranto e numerosi comuni pugliesi. È un evento che non può essere raccontato attraverso un’unica regia e una singola squadra. Gravity Media Italy ha quindi costruito un vero e proprio ecosistema produttivo: sette regie mobili, ciascuna con squadre dedicate e oltre venti professionisti, per seguire contemporaneamente le competizioni nelle diverse venue. Nel complesso sono circa 150 le risorse coinvolte nel progetto.
Ogni produzione è coordinata da un regista Gravity Media Italy e mediamente ogni impianto sportivo viene coperto da almeno otto telecamere. Per gli sport outdoor la produzione si arricchisce di telecamere su moto, droni e mezzi nautici, strumenti necessari non soltanto a documentare la gara, ma a costruire una narrazione televisiva capace di restituire la spettacolarità delle discipline.
Il portafoglio di competizioni seguito dalla società comprende tennis, ciclismo, triathlon, roller marathon, half marathon, tiro al piattello, canoa e kayak, canottaggio, vela e football. È un’operazione produttiva molto diversa da quella della Val di Sole, ma altrettanto complessa.

Cologno Monzese, il cuore invisibile dell’evento
E proprio qui emerge uno degli elementi più interessanti del progetto: una parte fondamentale dei Giochi del Mediterraneo viene prodotta, coordinata e gestita a distanza dalla Puglia.
La sede di Gravity Media Italy a Cologno Monzese è stata infatti individuata come International Broadcasting Center, l’IBC nel quale confluiscono i segnali provenienti dalle diverse venue pugliesi. Da qui le immagini vengono raccolte e distribuite ai broadcaster che hanno acquisito i diritti televisivi dell’evento. Sono inoltre previsti collegamenti in 5G come sistema di backup, per garantire ulteriore affidabilità a una catena produttiva nella quale la continuità del segnale è un requisito essenziale.
È un modello che racconta bene quanto il broadcast contemporaneo abbia smesso di coincidere con il luogo fisico della gara. La competizione si svolge a Taranto, a Cologno Monzese viene gestita una parte essenziale della macchina televisiva e il prodotto finale raggiunge spettatori e broadcaster in Italia e all’estero.

Dalla diretta agli highlights
La produzione dei Giochi non si limita alla trasmissione live. Gravity Media Italy infatti sta realizzando, ogni giorno, anche 45 minuti di highlights, trasformando la grande quantità di materiale prodotto nelle diverse venue in un racconto sintetico delle giornate di gara. È un ulteriore livello produttivo, che coinvolge quattro montatori e uno staff di 15 tecnici. La diretta, dunque, è soltanto uno dei prodotti finali. Accanto al segnale live esiste una vera e propria filiera editoriale: acquisizione delle immagini, selezione, montaggio, confezionamento e distribuzione dei contenuti. Nel frattempo la Rai, host broadcaster dei Giochi, ha previsto oltre 100 ore complessive di programmazione tra Rai 2, Rai Sport e RaiPlay, con 55 ore di diretta previste su Rai Sport.
Due eventi con caratteristiche differenti
Il dato più significativo, però, rimane la contemporaneità. Mentre una squadra di Gravity Media Italy lavora tra i boschi e i pendii della Val di Sole per costruire il segnale dei Mondiali di Mountain Bike, un’altra parte dell’organizzazione è impegnata nella gestione della complessa macchina dei Giochi del Mediterraneo. Non è soltanto una questione di quantità di personale o di mezzi impiegati. È la capacità di gestire simultaneamente due modelli produttivi agli antipodi.
Da una parte una produzione concentrata in cinque giorni, fortemente legata al territorio e alle condizioni ambientali, con chilometri di infrastrutture da installare e percorsi da raggiungere. Dall’altra una manifestazione di quasi due settimane, multisportiva e distribuita, con sette regie mobili, decine di venue e un International Broadcasting Center incaricato di coordinare e distribuire i segnali. La stessa firma, insomma, applicata a due problemi completamente diversi.

La televisione come infrastruttura dello sport
Il pubblico vede gli atleti. Vede una discesa in mountain bike, un arrivo, una gara di nuoto o una sfida sul campo. Quello che normalmente non vede è la complessa infrastruttura che permette a quelle immagini di arrivare sullo schermo.
È proprio questa infrastruttura a rappresentare il vero elemento comune tra Trentino e Puglia. In Val di Sole sono i 30 chilometri di collegamenti, l’OB Van e la squadra tecnica a costruire il ponte tra il percorso e il pubblico. A Taranto sono le sette regie mobili, le squadre di produzione, l’IBC di Cologno Monzese e i sistemi di collegamento a trasformare un evento distribuito sul territorio in un unico prodotto televisivo.
In mezzo ci sono centinaia di professionisti, ore di lavoro, tecnologie e capacità organizzative. E c’è, soprattutto, la necessità di fare funzionare tutto contemporaneamente.

La doppia sfida di Gravity Media Italy
La coincidenza temporale dei due eventi offre quindi una prospettiva particolare sul ruolo di Gravity Media Italy nel mercato dei grandi eventi sportivi. Non soltanto un fornitore/progettista tecnico, ma un soggetto di alto profilo chiamato a progettare e realizzare l’intera architettura produttiva: dalle infrastrutture sul campo alla regia, dalla raccolta dei segnali alla distribuzione internazionale, fino alla produzione dei contenuti editoriali. La Val di Sole e Taranto diventano così due facce della stessa sfida. Nel primo caso bisogna portare la televisione dove normalmente la televisione non arriva. Nel secondo infine bisogna coordinare una produzione televisiva grande quanto un’intera manifestazione sportiva portando l’immagine positiva e vincente dell’Italia nel mondo.

