Crisi di Governo – La pax di Berlusconi è a tempo, Fini in bilico
Il problema di fondo è che né Berlusconi né Fini vogliono essere visti dagli elettori come la causa della caduta del Governo. Chi resterà con il “cerino in mano” non verrà perdonato alle prossime elezioni. Proprio su questo timore, che i sondaggi confermano ampiamente, Berlusconi ha deciso di pronunciare un discorso di apertura nei confronti dell’ex alleato Fini, lasciando a lui il compito della eventuale rottura definitiva. Berlusconi e Bossi, non accetteranno mai di sedere al tavolo di continue trattative con un nuovo partito e con Fini, che farebbe pesare il proprio numero di parlamentari in occasione di ogni voto, portando l’esecutivo alla ricerca di un consenso a tutti i costi, approccio impossibile se si vuole governare e di chiaro sapore democristiana. L’obiettivo di Berlusconi chiarissimo dopo questa mattina è di trovare in Parlamento sempre maggiori consensi per poter fare a meno del nuovo gruppo e ormai partito FLI.Se il tentativo non dovesse riuscire si andrà a votare in primavera non prima però , pensa il Cavaliere, di aver fatto cadere la colpa dell’ingovernabilità su Fini. Insomma bisognerà trovare la “pistola fumante” , opera a cui stanno alacremente lavorando i falchi del PdL, e tra questi gli ex- An sono certamente i più agguerriti.
Crisi , voto anticipato e poi apertura e dialogo. Alla fine tra falchi e colombe hanno prevalso per il momento queste ultime. Gli ultimatum lanciati fino a poche ore prima da entrambe le parti, PdL e Finiani (l’opposizione di fatto non esiste) , hanno lasciato spazio ad un dialogo seppur a tempo grazie al voto di fiducia di oggi.

