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#CIAONE di Sky alla città di Roma

Un articolo di questa mattina del Corsera sulle ragioni che hanno spinto la dirigenza di Sky a decidere di chiudere la filiale capitolina sulla Salaria deve portare ad una serie di riflessioni. Soprattutto in ambito politico, perché i vertici della multinazionale operante nel settore dei media hanno sottolineato come Roma sia diventata (purtroppo) una metropoli fortemente problematica sotto il profilo burocratico/amministrativo e assolutamente indietro nello “sviluppo digitale”. Incredibile che, al momento, non ci siano commenti a questo articolo da parte di Virginia Raggi (sindaca di Roma) e di Nicola Zingaretti (governatore regione Lazio). Adesso ci sarà un braccio di ferro tra sindacati (CdR) e azienda, che intende trasferire 600 risorse umane a Milano/Rogoredo, creando problemi molto seri alle famiglie dei giornalisti e dei tecnici presenti nell’area della Salaria.

Sky-Roma-GigiBuffon-Juventus

«A fare impresa a Roma oggi ci si pensa due volte» si legge nell’articolo firmato da Andrea Arzilli. “Ai piani alti di Sky si è deciso di lasciare Roma per creare un hub «europeo» nella sede di Milano Santa Giulia. E, al netto della logica riflessione sul dato occupazionale (circa 500 lavoratori: 200 esuberi, gli altri 300 trasferiti), il perché lo ha spiegato l’ad Andrea Zappia: «Sky ha la necessità di investire in un quadro di certezze e stabilità». Ergo, elementi che si trovano a Milano, da dove Sky trasmetterà anche in Germania, e che mancano nella Capitale, ormai destinata ad ospitare solo un presidio della redazione politica (al «Capranichetta», a due passi da Montecitorio?). Di fatto, dopo l’esodo di banche, assicurazioni e aziende di telefonia, è un altro importante marchio che decide di levare le tende perché altrove si lavora di più e meglio.

Il comunicato del CdR di Sky alla luce dell'ipotesi di chiusura da parte dell'azienda della filiale di Roma

Il comunicato del CdR di Sky alla luce dell’ipotesi di chiusura da parte dell’azienda della filiale di Roma

Vale soprattutto per chi, come Sky, si muove nella realtà digitale. «A Roma manca un piano di sviluppo digitale. E se non sei in grado di darlo al tessuto economico…», così dal vertice dell’emittente. Perché la città è lontana dalla dimensione europea che serve ad attirare le multinazionali: non è cablata, è insicura e inefficiente nei trasporti, e ogni giorno presenta costi esorbitanti a causa di una burocrazia lenta e indisponente. Basta pensare a quanto serve per ottenere un permesso edilizio, dato strategico per chi vuole investire: 234 giorni a Roma, 151 a Milano (181 la media europea). Difficoltà che fanno decadere anche il motivo che convinse Sky a investire nella sede sulla Salaria, cioè «la prossimità con la politica». Ma Roma non fa nulla per trattenere l’emittente? «Avrebbero potuto intanto bonificare la zona dalla prostituzione». Sarebbe stato un segnale. E invece dalla Salaria non partirà più segnale. (fonte: Corsera)

La sede di Sky Italia a Roma.

La sede di Sky Italia a Roma.

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Redazione

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