Chiedere ai club di pagare i costi della sicurezza negli stadi e’ come sparare sulla Croce Rossa. Prima costruiamo impianti di proprieta’.

 I presidenti FIGC e CONI (rispettivamente Carlo Tavecchio e Giovanni Malagò) hanno parlato di azione improvvisa e demagogica, senza un preventivo confronto dei soggetti coinvolti (leghe e club). Indubbiamente questa operazione di Renzi è veloce come è “cinetica” tutta la sua attività politica. E spesso quando le iniziative sono così rapide si rischia di generare dei “mostri” anche peggiori delle soluzioni scelte nel passato. 

E’ giusto parlare di costi di sicurezza da far pagare ai presidenti dei club, ma prima, però, i presidenti devono diventare proprietari e non gestori degli impianti utilizzati per la programmazione delle gare. 

Juventus, Sassuolo e domani Udinese, per esempio, possono pagare questi costi (in quanto proprietari delle strutture in esame), ma gli altri presidenti oggi pagano il fatto di essere gestori ripeto e non proprietari.

Ecco perché riteniamo che sia corretto rivedere, in tempi brevi, la legge sugli stadi, che non può essere relegata ad un semplice emendamento all’interno della legge stabilità (come è successo nell’ultimo governo di Enrico Letta), ma deve avere la dignità di un vero e proprio provvedimento normativo. 

Renzi ha sparato sulla Croce Rossa chiedendo ai club di sostenere i 25 milioni di euro annui di costi della sicurezza interna ed esterna agli stadi. Ma non è così che si risolvono i problemi. Sarebbe più giusto convocare gli “stati generali del calcio” ed arrivare a provvedimenti condivisi da parte di tutti, con un testo che sia la sintesi delle diverse posizioni. E soprattutto iniziamo a costruire stadi di proprietà. Solo allora i presidenti dei football club italiani dovranno/potranno pagare “giustamente” questi costi. Oggi, invece, sono solo dei semplici gestori e a fine gara devono consegnare le chiavi della struttura alle municipalità. Una anomalia tutta italiana. Quindi non penalizziamoli più di quanto già non lo siano. 

(di Marcel VulpisIl calcio italiano non si sta auto-difendendo, come molti analisti stanno sottolineando in queste ore, dal mondo della politica e nello specifico dalla linea del premier Matteo Renzi sul tema dei costi della sicurezza negli stadi. Per il politico toscano devono essere imputati, anzi pagati, dalle società di calcio. Per queste ultime, invece, si tratterebbe di una nuova voce di spesa (vicina ai 700 mila euro per club), che impatterebbe negativamente sui bilanci societari.

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Marcel Vulpis

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